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Tentato omicidio in piazza Pace, l'imputato: 'Accusa eccessiva'

“Mi sono solo difeso e mi sono trovato in galera con un capo di imputazione di tentato omicidio: mi sembra che siamo andati oltre”. Così si è difeso Andrea Mulattieri, il 37enne arrestato esattamente un anno fa per aver accoltellato l’ex rivale Emanuele Manzi, 29 anni, durante una lite scoppiata in piazza della Pace. Oggi l’uomo ha avuto la possibilità di difendersi davanti al collegio dei giudici che il prossimo 3 novembre, dopo l’esame degli ultimi due testimoni, emetterà sentenza.

Davanti al presidente Pio Massa e ai giudici a latere Francesco Beraglia e Cristina Pavarani, Mulattieri ha spiegato cosa è successo quella sera del 6 ottobre 2014. E lo ha spiegato dopo che i giudici, direttamente in aula, hanno potuto visionare i filmati delle telecamere della zona che avevano ripreso spezzoni di quell’aggressione.

Quello stesso pomeriggio, l’imputato e la presunta vittima, che a processo non si è costituita parte civile, avevano consumato alcol e cocaina e la sera, da casa di Manzi, dove Mulattieri aveva preso un’accetta artigianale, si erano spostati con la macchina di Mulattieri in piazza della Pace. Tra i due c’erano già stati precedenti litigi per gelosia, ma quella sera, come ha spiegato l’imputato, “Manzi era nervoso perché doveva ritirare dei soldi e voleva un passaggio in macchina”. Sono le 23 in corso Campi. Secondo il racconto di Mulattieri, all’improvviso Manzi con un coltello gli sfregia la  faccia. La scena si sposta poi in piazza della Pace davanti al bar Impero dove i due si tirano sassi. Poi Manzi minaccia Mulattieri di morte e a quel punto il 37enne, armato di accetta (definita dallo stesso imputato “una lastra metallica sagomata”), sferra due colpi ad un braccio e ad una gamba del rivale. Subito dopo Manzi lo carica con il coltello e Mulattieri cerca di evitarlo e lo ferisce alla tibia per evitare di essere rincorso. Alla fine Mulattieri si allontana.

Nelle immagini delle telecamere si vedono parti dell’aggressione: Manzi che rincorre Mulattieri con il coltello, Mulattieri armato di accetta che usa una sedia del bar come scudo, l’imputato che si piega per raccogliere i sassi da lanciare al rivale e Manzi ripreso in via Ala Ponzone dopo l’aggressione che sale in macchina con due persone.

Quella stessa sera la presunta vittima si era presentata in ospedale per farsi medicare. Oggi in aula ha testimoniato il medico del pronto soccorso che aveva visitato Manzi. “Aveva una piccola ferita longitudinale al collo”, ha spiegato il testimone. “Era una ferita superficiale di pochi centimetri ma in una posizione molto critica”. Mulattieri giura di non aver mai colpito Manzi al collo. “E allora perché aveva quella ferita?”, gli hanno chiesto i giudici. “Avrà litigato con qualcun altro”, è stata la risposta dell’imputato.

Nel processo, l’accusa è rappresentata dal pm Laura Patelli, mentre la difesa di Mulattieri è curata dagli avvocati Lucia Sonia Guastella e Rita Fatigati del foro di Lodi.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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