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Lite in piazza Pace, non fu tentato
omicidio: 3 anni e 6 mesi a Mulattieri
per lesioni aggravate

L'accusa aveva chiesto 11 anni e 8 mesi di reclusione per tentato omicidio, ma i giudici hanno derubricato il reato in lesioni aggravate e hanno condannato l'imputato a 3 anni e 6 mesi.

di Sara Pizzorni

Il pm Laura Patelli aveva chiesto una pena di 11 anni e 8 mesi di reclusione per tentato omicidio, ma dopo tre quarti d’ora di camera di consiglio, il collegio, composto dal presidente Pio Massa e dai giudici a latere Francesco Beraglia e Cristina Pavarani, hanno derubricato il reato in lesioni aggravate, e hanno condannato Andrea Mulattieri ad una pena di tre anni e sei mesi di reclusione. La difesa, rappresentata dagli avvocati Lucia Sonia Guastella e Rita Fatigati del foro di Lodi, ha già fatto sapere che ricorrerà in appello per far riconoscere all’imputato la legittima difesa e che chiederà gli arresti domiciliari.

Mulattieri, 37 anni, era stato arrestato un anno fa per aver accoltellato l’ex rivale Emanuele Manzi, 29 anni, durante una lite scoppiata in piazza della Pace la sera del 6 ottobre 2014. Quello stesso pomeriggio, l’imputato e la vittima, che a processo non si è costituita parte civile, avevano consumato alcol e cocaina, e la sera, da casa di Manzi, dove Mulattieri aveva preso un’accetta artigianale, si erano spostati con la macchina di Mulattieri in piazza della Pace. Tra i due c’erano già stati precedenti litigi per gelosia.

Durante la scorsa udienza in aula erano stati visionati i filmati delle telecamere della zona che avevano ripreso spezzoni di quell’aggressione. Nelle immagini si vede Manzi che rincorre Mulattieri con il coltello, Mulattieri armato di accetta che usa una sedia del bar come scudo, l’imputato che si piega per raccogliere i sassi da lanciare al rivale e Manzi ripreso dopo l’aggressione in via Ala Ponzone mentre sale in macchina con due persone. Quella stessa sera la vittima si era presentata in ospedale per farsi medicare.

Secondo il pm Patelli, c’erano tutti i presupposti per chiedere la condanna per tentato omicidio: il fatto che Mulattieri fosse armato di un’accetta, le 6 lesioni da taglio riportate da Manzi, una in zona occipitale, un’altra alla fronte, alla guancia, al gomito, all’avambraccio sinistro e alla gamba destra, le analisi dei filmati, i verbali e le testimonianze. L’accusa ha escluso la legittima difesa, in quanto “Mulattieri ha portato la discussione alle sue estreme conseguenze, ha avuto diverse occasioni per allontanarsi, ma non lo ha fatto. E’ rimasto lì, ha mostrato l’accetta e l’ha utilizzata. Il fatto che Manzi fosse a sua volta armato di un coltellino non porta a diverse conclusioni. L’imputato non ha riportato ferite, a differenza del rivale. Numerosi i colpi sferrati dall’imputato, di cui tre verso il capo”.

La difesa, invece, ha parlato di “un quadro indiziario del tutto lacunoso” e ha sottolineato “le contraddizioni” nelle dichiarazioni della vittima. Per la difesa, “un racconto da fantascienza”. “Manzi”, ha detto l’avvocato Guastella, “sarebbe stato ferito in più punti e sanguinante dappertutto, ma poi lo si vede camminare tranquillamente senza l’aiuto di nessuno. Nessuno dei testimoni si è preoccupato di chiamare un’ambulanza, e poi lo si vede salire senza problemi su una macchina per allontanarsi. Manzi stava bene. Lui si è giustificato dicendo che ha una soglia del dolore molto alta, ma a questo punto è come se fosse superman”. Per l’avvocato della difesa, “è Manzi che attacca Mulattieri e l’imputato si difende, brandisce l’ascia per difendersi e colpisce alla gamba destra Manzi solo per evitare di essere rincorso”. “Per fortuna per Mulattieri”, ha ribadito il legale, “parlano le immagini”. Per l’avvocato Guastella, “non ci sono prove che Mulattieri volesse uccidere, si è solo difeso”.

La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni.

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