Commenta

Rubarono tavoli di un bar:
due militari dell'aeronautica
dal gup per tentata rapina

Avevano cercato di impossessarsi di due tavoli appartenenti al locale (ora chiuso) “Cremeria della Piazzetta” di via Lombardini, ma il figlio della titolare e il suo dipendente erano intervenuti per fermarli. Entrambi erano stati malmenati e aggrediti.

di Sara Pizzorni

L'avvocato Zontini

L’avvocato Zontini

Avevano cercato di impossessarsi di due tavoli appartenenti al locale (ora chiuso) “Cremeria della Piazzetta” di via Lombardini, ma il figlio della titolare e il suo dipendente erano intervenuti per fermarli. Entrambi erano stati malmenati e aggrediti. La vicenda risale alla sera del 27 febbraio del 2014. Imputati del reato di tentata rapina e di lesioni sono due militari appartenenti all’aeronautica di San Damiano. Si tratta di Giulio Montesano, 33 anni, nato a Foggia e residente a Piacenza, e Marco Macrì, 31 anni, residente a Tradate, in provincia di Varese. Oggi, in udienza preliminare davanti al gup Christian Colombo, Consuelo Poli, all’epoca  titolare del locale, e il figlio trentenne Tommaso Fontana si sono costituiti parte civile attraverso l’avvocato Alessandro Zontini. Parte civile con l’avvocato Rossella Restivo si è costituito anche il loro dipendente Matteo Tatti, 25 anni. Quella sera, nel locale, c’erano Fontana e Tatti. Dopo aver chiuso il negozio, i due si erano fermati a bere qualcosa in un vicino locale. Ad un certo punto una delle dipendenti del bar era corsa a chiamare Fontana in quanto due persone stavano rubando i tavoli del plateatico della “Cremeria”. A quel punto Fontana e il suo dipendente erano usciti di corsa, notando i due personaggi all’altezza del bar Flora mentre caricavano i tavoli del locale nel baule di una Fiat Stilo. Tra i quattro era nata una colluttazione, nella quale sia Tatti che Fontana erano stati aggrediti. Il dipendente, in particolare, era stato colpito a calci e pugni in varie parti del corpo, riportando la frattura del polso destro con una prognosi di trenta giorni. Viste le ferite riportate sia dal figlio che dal dipendente, in quei giorni la titolare del locale, come lei stessa ha spiegato, era stata costretta a lavorare “per 40 giorni 14 ore al giorno”. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 5 maggio.

© Riproduzione riservata
Commenti