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Juliette: 2 anni a Pasotti per
le escort. 3 anni e 8 mesi
per l'ex appuntato Varani

Prime decisioni del giudice sul caso ‘Juliette’. Oltre alle due condanne, anche il patteggiamento di Emilio Smerghetto ad una pena di due anni e otto mesi di reclusione. Martedì il processo nei confronti degli altri imputati. Le escort chiamate a testimoniare.

Prime decisioni del giudice sul caso ‘Juliette’, il locale cremonese finito nell’occhio del ciclone lo scorso mese di giugno per un giro di droga e di squillo. Escono dal procedimento il bresciano Matteo Pasotti, 31 anni, ed Emilio Smerghetto, 45 anni, di Crotone, residente a Padenghe sul Garda, e l’ex appuntato dei carabinieri di Vescovato Massimo Varani. Il giudice per l’udienza preliminare Andrea Milesi ha condannato Pasotti, in passato a Brescia tra i coordinatori del club Forza Silvio, costola di Forza Italia, a due anni e tremila euro di multa, mentre Smerghetto ha patteggiato una pena di due anni e otto mesi di reclusione. A quest’ultimo erano contestati più episodi rispetto a Pasotti. Condannato anche l’ex carabiniere Varani, la cui posizione riguardava una parte di inchiesta non legata ai business illeciti del Juliette. Per lui, tre anni e otto mesi di reclusione, a fronte della richiesta del pm Francesco Messina di condannarlo ad una pena di quattro anni. Sia Pasotti che Varani sono stati processati con il rito abbreviato che dà diritto allo sconto di un terzo della pena. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni.

Per l’accusa, i due bresciani, insieme ai cugini cremonesi Luca e Marco Pizzi, titolari del Juliette, erano accusati di aver favorito la prostituzione nel locale, procurando le ragazze squillo, chiamate nelle intercettazioni ragazze “giuste” o ragazze “sportive”. Le giovani, pronte a vendersi con tariffe tra i 400 e i 1.000 euro, erano per la maggioranza italiane. Molte le studentesse universitarie. In particolare, sia a Smerghetto che a Pasotti, la procura contestava di aver favorito la prostituzione di numerose ragazze e di aver assunto il ruolo di intermediari tra le ragazze e i beneficiari delle prestazioni sessuali, organizzando gli incontri, a seconda delle richieste, al Juliette o in altri locali, oppure presso alberghi o motel, accompagnando a volte le giovani sul posto e percependo sempre una percentuale sui compensi. Per Smerghetto, i reati sono stati commessi dal 2012 al 2015, un periodo più lungo rispetto a Pasotti a cui la procura contestava gli anni dal 2013 al 2015.

Diversa la posizione dell’ex appuntato dei carabinieri di Vescovato Massimo Varani, arrestato insieme al suo superiore, l’ex maresciallo Andrea Grammatico, e imputato di falso, calunnia e tentata concussione in concorso. Tra le accuse, quella di aver costretto un indiano ad acquistare una partita di eroina e ad informare lui e il suo superiore Grammatico sugli accordi presi con lo spacciatore per la consegna della droga, così da poterlo arrestare in flagranza ed ottenere vantaggi personali in ambito professionale. O ancora, l’arresto, per la procura illegale, per resistenza a pubblico ufficiale. “Leggeremo la motivazione della sentenza e poi si deciderà il da farsi”, si è limitato a commentare il legale di Varani, l’avvocato Massimiliano Capra. “Il mio cliente è abbastanza sereno. A nostro parere, tra le diverse accuse, ci potrebbe essere spazio per una discussione in appello”.

Per martedì prossimo, intanto, è fissato davanti al collegio presieduto dal giudice Maria Stella Leone con a latere i giudici Francesco Sora ed Elisa Mombelli il processo con il giudizio immediato nei confronti degli altri imputati: l’ex maresciallo Andrea Grammatico, che nell’inchiesta, oltre a rispondere dei reati di concussione, arresti illegali e atti falsi, è anche accusato di aver portato all’interno del locale la cocaina; i cugini Pizzi e David Mazzon, imprenditore nel settore dei locali, ex titolare del Tabù di Vescovato. Nell’udienza di martedì verranno sentiti i primi otto testimoni del pm Messina, tra cui gli inquirenti e alcune delle ragazze che si sarebbero prostituite con vip e clienti facoltosi all’interno del noto locale cremonese.

Sara Pizzorni 

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