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I conti in Svizzera e la
società di Sartor e Ragone
Difesa: 'Non è riciclaggio'

Secondo l’accusa, Sartor e Ragone avrebbero fatto parte del gruppo ‘bolognese’ in contatto con l’associazione singaporiana per le scommesse clandestine. La difesa: 'la loro società non risulta inserita nell’elenco di quelle che hanno rapporti con Eng Tan Seet”.
Da sinistra, gli avvocati Mattioli e Tuccari

Secondo l’accusa, avrebbero fatto parte del gruppo ‘bolognese’ in contatto con l’associazione singaporiana per le scommesse clandestine. Tra le posizioni discusse oggi davanti al gup Pierpaolo Beluzzi nella dodicesima udienza del processo sul calcio scommesse, c’erano anche quelle di Luigi Sartor, ex giocatore del Parma Calcio, e del suo amico e commercialista parmigiano Daniele Ragone, collegati con la figura di Beppe Signori, e accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e concorso in riciclaggio. Sartor era finito in manette nel dicembre del 2011, mentre Ragone ai domiciliari nel maggio del 2012. Secondo la procura, nell’ottobre del 2010, Sartor, insieme all’ex manager Luca Burini, era andato a prendere all’aeroporto di Bologna Pho Hock Keng, collaboratore del capo dell’organizzazione di Singapore Eng Tan Seet, e altri due singaporiani che avevano alloggiato tra l’1 e il 3 ottobre presso il Grand Hotel de la Ville di Parma. I cinque si erano poi incontrati con Daniele Ragone. Il 2 ottobre avevano assistito alla partita Piacenza-Padova, terminata 2-2, per l’accusa partita manipolata, a seguito della quale, in ragione del raggiungimento dell’over 3,5, erano stati consegnati 65.000 euro a testa a Beppe Signori, a Sartor e a Burini, mentre 25.000 euro a Ragone e a Francesco Bazzani, detto ‘Civ’, uno dei Mister X dell’inchiesta. Durante le indagini erano spuntati anche conti cifrati in Svizzera di Beppe Signori e una società panamense, la Clever Overseas s.a., costituita da Sartor e Ragone di cui avrebbe fatto parte lo stesso Beppegol come socio occulto.

Accuse pesanti che oggi i legali di Sartor e Ragone, gli avvocati Antonino Tuccari e Francesco Mattioli, hanno cercato di smontare.

Tuccari ha prima di tutto parlato di “stranezze” riscontrate nelle indagini: “Si sono usate misure cautelari come atti di precetto”, ha fatto notare il legale, “e sulle informative inviate alla procura c’era anche l’indirizzo del gip, che come noto non avrebbe dovuto riceverle in quanto considerato giudice terzo”.

L’avvocato Tuccari è poi entrato nel merito, parlando dell’accusa di riciclaggio. “Il capo di imputazione”, ha spiegato, “dice che i soldi sul conto della società di Ragone e Sartor arrivavano da Eng Tan Seet, quando invece è stato appurato che la società dei due imputati non risultava inserita nell’elenco di quelle segnalate dalle autorità di Singapore che hanno rapporti con Eng Tan Seet”. Tra l’altro il legale ha ricordato che Pho Hock Kheng, considerato il contatto con i ‘bolognesi’ per far confluire scommesse illecite sui siti asiatici, è stato ritenuto dalle autorità singaporiane completamente estraneo alla vicenda. I conti cifrati? Per Tuccari, “non lo sono mai stati, era tutto intestato alla loro società, a Ragone e a Signori”. “Perché esista il riciclaggio”, ha continuato il legale, “bisogna che ci sia un’attività dissimulatoria che qui non c’è”. E ancora: “A monte si sostiene che i soldi arrivati erano provento di almeno una partita truccata, la quale però è avvenuta in data successiva al bonifico”.

Il legale ha citato anche ciò che a suo tempo aveva dichiarato contro Sartor la sua ex convivente, e cioè che lui le aveva mostrato un rotolo di denaro di diversi centimetri dicendole che se l’era guadagnato per aver truccato una partita. “All’epoca”, ha spiegato l’avvocato, riferendosi all’ottobre del 2010, “la relazione tra i due era alla fine. Litigavano. Ovviamente nessuno dei due era ben disposto verso l’altro”. Sempre l’ex convivente aveva dichiarato che durante una cena con Ragone, sua moglie e sua figlia e Burini, Pho Hock Kheng aveva estratto una pistola per minacciare. Un racconto, il suo, ritenuto dalla difesa di Sartor “non credibile”. “Non è possibile che quel giorno Pho Hock Kheng, tra l’altro risultato estraneo alle accuse, appena atterrato all’aeroporto di Bologna fosse in possesso di un’arma”.

Per quanto riguarda invece la posizione di Ragone, il suo legale, l’avvocato Mattioli, ha spiegato che il suo cliente e Sartor si erano conosciuti nel 2010, “mentre l’accusa prende le mosse da un’associazione che si sarebbe costituita prima. Le condotte contestate a Ragone riguardano un brevissimo lasso temporale, dal 2010 al 2011. Gli unici rapporti che per l’accusa il mio cliente ha avuto sono con Pho Hock Kheng che è stato ritenuto estraneo. Inoltre l’indagine singaporiana a seguito della quale erano stati arrestati 14 cittadini di Singapore aveva messo in luce che c’erano stati trasferimenti di denaro in molti paesi, ma che non risultava alcuna società italiana ad aver ricevuto transazioni di denaro”. “In questo processo”, ha concluso il legale, “al di là di quelli che hanno confermato, tutti hanno scommesso dopo aver ricevuto notizie di quello che avrebbe potuto essere il risultato. Ma dove sta la frode?”.

L'avvocato Zilioli

L’avvocato Zilioli

In aula si è parlato anche di Davide Saverino, ex centrocampista della Cremonese, anche lui finito nel ciclone calcio scommesse quando giocava nella Reggiana. Saverino è stato coinvolto per un tentativo di combine di Reggiana-Ravenna del 10 aprile del 2011. “Secondo l’accusa”, ha spiegato il suo avvocato Paolo Zilioli, “il direttore sportivo del Ravenna Giorgio Buffone aveva proposto a Saverino il pareggio, ma il mio assistito aveva rifiutato, vista la vittoria della Reggiana per 3 a 0”. “Essendo però un reato di pericolo”, ha proseguito il legale, “la procura contesta a Saverino di aver compiuto atti diretti a manipolare la partita. Avrebbe cioè cercato di contattare dirigenti e giocatori”. Ma per la difesa non c’è la prova di questi contatti, “neppure attraverso le intercettazioni telefoniche”.

Le arringhe delle difese andranno avanti ancora domani e venerdì. Per venerdì 22 sono previste le repliche, mentre la sentenza è già stata fissata al prossimo 16 maggio.

Sara Pizzorni

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