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Hysa Bardhi, 'boss' della
droga, patteggia. Cedeva
coca a clienti cremonesi

Ha patteggiato due mesi e venti giorni in continuazione con i quattro anni e due mesi che gli erano già stati inflitti il 16 settembre del 2013, Hysa Bardhi, 52enne albanese, pluripregiudicato, il boss che spacciava droga a Cremona accusato di cessione di cocaina, dal 2010 al 2015, a numerosi clienti, avvalendosi anche di intermediari. Per l’accusa, aveva intrapreso frequentazioni ritenute ‘pericolose’ con Andrea Grammatico, l’ex vice comandante della stazione dei carabinieri di Vescovato arrestato nell’inchiesta ‘Juliette’, il locale di via Mantova finito al centro di un processo per un presunto giro di escort e cocaina. L’ultima volta, Bardhi era stato arrestato il 23 luglio del 2015 in città dalla squadra mobile su richiesta dell’autorità giudiziaria di Tirana, dove ora è in carcere. I poliziotti lo avevano trovato e arrestato all’interno di un bar di Cremona. L’albanese era considerato il complice di un italiano che tempo fa era stato arrestato in Albania perché trovato in possesso di 10 chilogrammi e mezzo di cannabis. Per gli inquirenti, Bardhi, noto con il soprannome di ‘lo zio’, avrebbe procurato e messo la sostanza nella macchina del complice. Altro arresto nel 2012, sempre per spaccio. Nella cantina di un condominio di via Vitali dove era stata segnalata la sua presenza, custodiva in una cassetta del pesce 1 chilogrammo e 2 etti di cocaina purissima ancora da tagliare del valore sul mercato all’ingrosso di 65mila euro. La droga era destinata al mercato cremonese. Bardhi era difeso dall’avvocato Vito Castelli.

Sara Pizzorni

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