Un commento

Tentativi di condizionare le
nomine al tribunale. Indagati
i giudici Bersani e Preioni

Nella foto, da sinistra i giudici Bersani e Preioni

Terremoto negli ambienti giudiziari di Cremona e Piacenza dopo la notizia anticipata dal ‘Corriere della Sera’ dell’inchiesta di Venezia che vede coinvolti il giudice Giuseppe Bersani, attuale presidente della sezione penale e facente funzioni di presidente del tribunale di Cremona, e il collega Tito Preioni, ora presidente della sezione civile del tribunale di Lodi, in passato giudice a Cremona, entrambi indagati con l’ipotesi di accusa di corruzione in atti giudiziari.

Al centro dell’inchiesta, la corsa alla presidenza del tribunale di Cremona, incarico ricoperto fino al giugno del 2017 dal giudice Ines Marini, oggi presidente della corte d’appello di Venezia. Due i nomi più accreditati per la presidenza del tribunale di Cremona: quello di Tito Preioni e quello di Anna di Martino, gup del tribunale di Brescia, già presidente della seconda sezione penale. Secondo l’accusa, ci sarebbero stati tentativi di condizionare le procedure di nomina dei capi degli uffici giudiziari in favore dell’elezione di Preioni, movimenti che sarebbero stati effettuati fuori dalle procedure ufficiali e anzi, come scrive il ‘Corriere della Sera’, “con l’intervento di mediatori esterni che offrono alle toghe – magari alle stesse toghe dalle quali ricevono gli incarichi professionali – opportunità di accesso e di interlocuzione diretta con consiglieri del Csm in vista del voto”.

Nell’inchiesta, sempre con l’accusa di corruzione, è indagato anche Virgilio Sallorenzo, mantovano, avvocato e curatore fallimentare con studi a Piacenza e a Mantova, già indagato a Piacenza per abuso d’ufficio, falso e bancarotta per decine di fascicoli inerenti procedure fallimentari. Ipotesi di reato di abuso d’ufficio anche per la moglie Marina Bottazzi, lei commercialista, dimessasi il 9 giugno scorso dalla sua carica di amministratore unico di Tempi, agenzia per il trasporto pubblico di Piacenza. Ufficialmente “per ragioni personali”, ufficiosamente a causa dell’indagine in cui è coinvolta con il marito. A febbraio il suo studio era stato perquisito ed erano stati sequestrati alcuni fascicoli relativi a fallimenti. Agli inizi di giugno il ricorso contro il sequestro presentato dall’avvocato difensore Paolo Fiori aveva visto il parziale annullamento del provvedimento.

Nell’inchiesta di Venezia il marito Sallorenzo avrebbe organizzato e pagato una trasferta romana dell’aspirante presidente del tribunale di Cremona Tito Preioni e del suo amico Giuseppe Bersani, che nel suo precedente ruolo di giudice fallimentare a Piacenza aveva affidato allo stesso Sallorenzo diversi incarichi come curatore fallimentare. Scopo del viaggio a Roma sarebbe stato quello di caldeggiare con un componente laico del Csm eletto dal centrosinistra (l’avvocato ed ex parlamentare Paola Balducci, che però non si spenderà in favore di Preioni) alleanze utili nel plenum per spostare i due voti necessari che sarebbero serviti per far vincere il magistrato in lizza, già fiducioso nei voti dei togati di centrodestra.

Durante il viaggio a Roma, Sallorenzo, Preioni, Bersani e la Balducci avrebbero partecipato ad una cena insieme ad Antonio Villani, avvocato cassazionista già socio dello studio legale romano del consigliere Balducci e amico di Sallorenzo. A pagare sarebbe stato proprio il curatore fallimentare, che avrebbe sborsato 2.000 euro tra ristorante, treni e pernottamento per i due giudici in un albergo a cinque stelle di Roma. Pochi giorni prima, peraltro, proprio un collegio presieduto da Preioni aveva assegnato a Sallorenzo un incarico professionale.

A dire no alla proposta di elezione di Preioni come presidente del tribunale di Cremona è stato il neo ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha informato il Csm dell’inchiesta della procura di Venezia riguardante i due magistrati Preioni e Bersani.

“Non ritengo opportuno rilasciare dichiarazioni”, si è limitato a commentare il giudice Giuseppe Bersani, che da oggi è in ferie, “confidando di chiarire la vicenda nel più breve tempo possibile”.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Roberto

    Dovrebbero garantire l’equa e suprema decisione della sorte altrui, se dovessero essere colpevoli, é in dubbio qualsiasi loro giudizio, a mio parere.