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Nomine al tribunale:
perquisito l'ufficio del
giudice Giuseppe Bersani

Il giudice Bersani

Era il 27 giugno scorso quando la notizia dell’inchiesta di Venezia su tentativi di condizionare le nomine al tribunale aveva scosso il palazzo di giustizia di Cremona per il presunto coinvolgimento di due magistrati e di un avvocato: il giudice Giuseppe Bersani, attuale presidente della sezione penale, il collega Tito Preioni, ora presidente della sezione civile del tribunale di Lodi, in passato giudice a Cremona, e l’avvocato Virgilio Sallorenzo, tutti indagati con l’ipotesi di accusa di corruzione in atti d’ufficio.

Oggi, a poco più di due mesi di distanza, gli uomini della polizia giudiziaria di Venezia, guidati dal procuratore Adelchi D’Ippolito, hanno effettuato una serie di perquisizioni a Piacenza, Lodi e Cremona negli uffici dei due magistrati e in quello dell’avvocato Sallorenzo, oltre che nell’abitazione di Bersani. A Cremona, la polizia giudiziaria, composta da sette persone, si è presentata alle 12,40 nell’ufficio del giudice Bersani, rientrato lunedì dalle ferie. Alla perquisizione, durata un’ora, ha assistito lo stesso magistrato. Già lo scorso mese di luglio gli inquirenti di Venezia avevano effettuato un primo accesso, ma in quell’occasione avevano solo acquisito della documentazione. Al centro dell’inchiesta, la corsa alla presidenza del tribunale di Cremona, vinta il 27 luglio scorso da Anna di Martino, già gip e presidente della sezione penale del tribunale di Brescia e che si insedierà a Cremona il prossimo lunedì.

Si indaga su presunti tentativi di condizionare le procedure di nomina dei capi degli uffici giudiziari in favore dell’elezione di Preioni, movimenti che sarebbero stati effettuati fuori dalle procedure ufficiali, e anzi, come scriveva a giugno il ‘Corriere della Sera’, “con l’intervento di mediatori esterni che offrono alle toghe – magari alle stesse toghe dalle quali ricevono gli incarichi professionali – opportunità di accesso e di interlocuzione diretta con consiglieri del Csm in vista del voto”.

Il giudice Preioni

Figura chiave nell’inchiesta sarebbe quella di Virgilio Sallorenzo, mantovano, avvocato e curatore fallimentare con studi a Piacenza e a Mantova, già indagato a Piacenza per abuso d’ufficio, falso e bancarotta per decine di fascicoli inerenti procedure fallimentari. Ipotesi di reato di abuso d’ufficio anche per la moglie Marina Bottazzi, lei commercialista, dimessasi il 9 giugno scorso dalla sua carica di amministratore unico di Tempi, agenzia per il trasporto pubblico di Piacenza. Oggi in procura a Piacenza, il procuratore di Venezia D’Ippolito si è presentato accompagnato da due pm della procura di Ancora, che per competenza si occupa delle indagini riguardanti i magistrati dell’Emilia Romagna.

Nell’inchiesta di Venezia Sallorenzo avrebbe organizzato e pagato una trasferta romana dell’aspirante presidente del tribunale di Cremona Tito Preioni e del suo amico Giuseppe Bersani, che nel suo precedente ruolo di giudice fallimentare a Piacenza aveva affidato allo stesso Sallorenzo diversi incarichi come curatore fallimentare. Scopo del viaggio a Roma sarebbe stato quello di caldeggiare con un componente laico del Csm eletto dal centrosinistra (l’avvocato ed ex parlamentare Paola Balducci, che però poi non si era spesa in favore di Preioni) alleanze utili nel plenum per spostare i due voti necessari che sarebbero serviti per far vincere il magistrato in lizza, già fiducioso nei voti dei togati di centrodestra.

Durante il viaggio a Roma, Sallorenzo, Preioni, Bersani e la Balducci avrebbero partecipato ad una cena insieme ad Antonio Villani, avvocato cassazionista già socio dello studio legale romano del consigliere Balducci e amico di Sallorenzo. A pagare sarebbe stato proprio il curatore fallimentare, che avrebbe sborsato 2.000 euro tra ristorante, treni e pernottamento per i due giudici in un albergo a cinque stelle di Roma. Pochi giorni prima, peraltro, proprio un collegio presieduto da Preioni aveva assegnato a Sallorenzo un incarico professionale.

A dire no alla proposta di elezione di Preioni come presidente del tribunale di Cremona era stato il neo ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che aveva informato il Csm dell’inchiesta della procura di Venezia riguardante i due magistrati Preioni e Bersani.

“Non ritengo opportuno rilasciare dichiarazioni”, si era limitato a commentare a giugno il giudice Giuseppe Bersani, “confidando di chiarire la vicenda nel più breve tempo possibile”.

Sara Pizzorni

Il procuratore di Venezia Adelchi D’Ippolito con la polizia giudiziaria davanti alla procura di Piacenza

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