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Il giudice Giuseppe
Bersani indagato anche
dalla procura di Ancona

Il giudice Giuseppe Bersani, presidente della sezione penale del tribunale di Cremona, il cui ufficio, ieri, è stato perquisito dagli uomini della polizia giudiziaria della procura di Venezia, competente sui magistrati lombardi, è indagato anche dalla procura di Ancona, che si occupa delle indagini riguardanti le toghe dell’Emilia Romagna. Il giudice Bersani, che in passato ha lavorato in tribunale a Piacenza, città dove ancora risiede, è accusato di corruzione per l’esercizio della funzione per l’attività svolta come giudice fallimentare al tribunale di Piacenza. L’inchiesta su cui sta lavorando Ancona riguarda presunti accordi che il magistrato avrebbe avuto con professionisti nelle pratiche da lui seguite. Incarichi definiti dall’accusa “privilegiati, in cambio di presunte dazioni di denaro”. Il fascicolo aperto dalla procura di Ancona che riguarda il filone principale dell’inchiesta nata a Piacenza vede come indagati anche Virgilio Sallorenzo, mantovano, avvocato e curatore fallimentare con studi a Piacenza e a Mantova, e la moglie Marina Bottazzi, lei commercialista, i quali, per l’accusa, avrebbero distratto centinaia di migliaia di euro dai fallimenti.

Nell’inchiesta di Venezia aperta dal procuratore Adelchi D’Ippolito sui tentativi di condizionare le nomine al tribunale, Sallorenzo, indagato insieme a Bersani e al giudice Tito Preioni, attuale presidente della sezione civile del tribunale di Lodi, avrebbe organizzato e pagato una trasferta romana dell’aspirante presidente del tribunale di Cremona Preioni e del suo amico Bersani, che nel suo precedente ruolo di giudice fallimentare a Piacenza aveva affidato allo stesso Sallorenzo diversi incarichi come curatore fallimentare. Scopo del viaggio a Roma sarebbe stato quello di caldeggiare con un componente laico del Csm eletto dal centrosinistra (l’avvocato ed ex parlamentare Paola Balducci, che però poi non si era spesa in favore di Preioni) alleanze utili nel plenum per spostare i due voti necessari che sarebbero serviti per far vincere il magistrato in corsa per la presidenza del tribunale di Cremona, poi andata al giudice Anna di Martino.

Durante il viaggio a Roma, Sallorenzo, Preioni, Bersani e la Balducci avrebbero partecipato ad una cena insieme ad Antonio Villani, avvocato cassazionista già socio dello studio legale romano del consigliere Balducci e amico di Sallorenzo. A pagare sarebbe stato proprio il curatore fallimentare, che avrebbe sborsato 2.000 euro tra ristorante, treni e pernottamento per i due giudici in un albergo a cinque stelle di Roma. Pochi giorni prima, peraltro, proprio un collegio presieduto da Preioni aveva assegnato a Sallorenzo un incarico professionale.

Ieri a Piacenza, Lodi e Cremona, su delega delle due procure, gli uomini della polizia giudiziaria hanno perquisito la casa e l’ufficio del giudice Bersani, l’ufficio del collega Preioni e l’ufficio dell’avvocato Sallorenzo.

Sara Pizzorni

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