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Violenta e rapina prostituta:
in manette gallerista
d'arte di Cremona

Questa volta è finito in manette, Arman Golapyan, gallerista d’arte iraniano residente a Cremona, arrestato nella serata di mercoledì con l’accusa di aver violentato una prostituta. L’uomo, che già era finito nei guai anni fa per bancarotta fraudolenta, è stato accompagnato nel carcere di Canton Mombello a Brescia.

La vicenda risale allo scorso luglio, quando l’uomo, nella zona della Mandolossa, dopo aver fatto salire in auto una prostituta, l’avrebbe prima minacciata e poi costretta a subire un rapporto sessuale non protetto. Infine le avrebbe rubato il cellulare per poi dileguarsi. La vittima aveva denunciato dopo alcuni giorni quanto accaduto. Immediatamente erano scattate le indagini che avevano portato la procura di Brescia a chiedere l’ordinanza per violenza sessuale e rapina.

Nella serata di ieri, mercoledì 12 settembre, il noto gallerista è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare e quindi dall’arresto, con il conseguente trasferimento in carcere. L’uomo, in passato accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e beccato nella sua abitazione con un quadro di Rubens del valore di 25 milioni di euro, si sarebbe dunque reso protagonista del brutto episodio accaduto nel bresciano.

 

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Commenti
  • Mirko

    Che bel personaggio

  • Illuminatus

    Alla c.a. della Redazione.
    Possiamo conoscere per quale ragione a volte pubblicate solo le iniziali dei malfattori e volte nome, cognome, ed a volte anche la foto? Lo decidete voi o c’è qualche normativa?

    Grazie.

    • Giuliana

      In questo caso il nome dell’indagato è stato pubblicato perché la persona di cui parla l’articolo è stata arrestata. Quando quindi c’è l’arresto, che è un atto pubblico, il giornalista, quando è in possesso del nome, lo può tranquillamente pubblicare, in quanto la legge lo consente. Diversamente si pubblicano le iniziali quando un’indagine è ancora in corso, in caso in cui siano coinvolti minorenni, o quando si è di fronte solo ad una denuncia, che non è atto pubblico, e quindi il giornalista deve attenersi a tutelare la privacy. Solo quando la denuncia riguarda un personaggio pubblico è possibile pubblicare il nome.