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Torino, disastro di p.San Carlo:
fissata l'udienza. Tra le 356
parti offese c'è una cremonese

L’avvocato Curatti

E’ stata fissata al 23 ottobre l’udienza preliminare a Torino per la tragedia avvenuta il 3 giugno del 2017 in piazza San Carlo durante la proiezione su maxischermo dell’incontro Juventus-Real Madrid. Quella sera un gruppo di giovani  aveva spruzzato spray urticante scatenando il panico in piazza. Risultato: una vittima e 1526 persone ferite. Ora ci sono i numeri definitivi: 15 i vertici che risultano indagati per le modalità con cui l’evento era stato organizzato e gestito, mentre 356 sono le parti offese, tra cui una Verena Mancastroppa, 23 anni, cremonese, studentessa di Fashion Design all’università di Brescia, che quel 3 giugno era in piazza con il fidanzato. Anche lei, insieme a tanti altri, era stata ferita e calpestata dalla folla che aveva lasciato precipitosamente la piazza presa dal panico e dalla psicosi da attentato terroristico. La giovane cremonese si è affidata all’avvocato Luca Curatti. Come gli altri, ha intenzione di costituirsi parte civile. Tra i 15 indagati figurano il sindaco Chiara Appendino, il questore Angelo Sanna, il capo di gabinetto della Questura Michele Mollo, il dirigente del Commissariato Alberto Bonzano, il presidente di Turismo Torino Maurizio Montagnese, il direttore Danilo Bessone e tutti coloro che si erano occupati dell’organizzazione e della gestione della serata conclusasi con il ferimento di 1526 persone e con la morte di Erika Pioletti. Le accuse: omicidio, disastro e lesioni colpose. A gennaio di quest’ anno presso i laboratori di chimica forense della Scientifica in via Veglia erano stati effettuati accertamenti tecnici su sciarpe e magliette bianconere, scarpe e zaini abbandonati in piazza alla ricerca di tracce dello spray urticante che aveva scatenato il panico. Era uno degli ultimi accertamenti prima della chiusura dell’indagine da parte della procura di Torino. “Noi ci abbiamo creduto”, ha commentato l’avvocato Curatti, “e vedo che tanti altri hanno seguito la nostra strada da tutta Italia”. Oltre a Cremona, le parti offese provengono ovviamente da Torino ma anche da Brindisi, Roma, Salerno, Napoli, Milano, Torre Annunziata, Asti, Cuneo e Macerata.

Sara Pizzorni

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