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Corruzione: trema la giunta
di Polesine-Zibello. Coinvolta
anche ex revisore a Cremona

C’è anche Elisabetta Civetta, responsabile del servizio Finanza del Comune di Polesine-Zibello coinvolta nell’indagine dei carabinieri di Parma che oggi hanno dato esecuzione ad una misura cautelare nei confronti dei vertici del Comune della provincia di Parma, tra cui il sindaco Andrea Censi, 44 anni, eletto nel 2016 con la lista civica “Polesine Zibello, il domani è per tutti” appoggiata dal Pd. Le ipotesi di accusa sono quelle di corruzione, falso, truffa e peculato.

La Civetta, classe 1970, piacentina, in passato ha lavorato anche in Comune a Cremona come revisore dei conti dal marzo del 2012 allo stesso mese del 2015. Dal settembre del 2015 aveva lavorato presso il settore economico finanziario del Comune con un incarico in comando di 9 ore settimanali. L’incarico le era poi stato prorogato due volte, fino a dicembre del 2016, e successivamente ad aprile dell’anno dopo. Il primo cittadino è agli arresti domiciliari, mentre per la Civetta, per il segretario comunale Giovanni De Feo e per il vicesegretario comunale Giancarlo Merendi Alviani, è stata disposta la misura interdittiva di un anno dagli incarichi pubblici. Coinvolte in tutto dodici persone, tra cui il vice sindaco Giuseppe Galli, il comandante della polizia municipale Gianluca Rossetti e alcuni referenti di associazioni del paese che venivano utilizzati dal sindaco per far uscire il denaro dalle casse comunali.

Gli inquirenti parlano di “un pervicace sistema di gestione della cosa pubblica, assolutamente asservito agli interessi privatistici del sindaco”, e di reati che vanno dalla corruzione al falso alla truffa e al peculato.

Oltre al primo cittadino di Polesine Zibello, è chiamato a rispondere del reato di corruzione anche un noto imprenditore del settore avicolo che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbe stato agevolato nelle opere di ampliamento del sito di allevamento grazie al pagamento di una cospicua somma di denaro. Falsificate inoltre decine di delibere della Giunta municipale in violazione dei principi di trasparenza e collegialità della Pubblica amministrazione.

Risulta truccato un concorso pubblico per l’assunzione di uno degli alti dirigenti del Comune. Sequestrato, per diverse decine di migliaia di euro, presso istituti di credito delle province di Parma e Piacenza, denaro provento delittuoso delle violazioni contestate. I carabinieri stanno eseguendo ancora numerose perquisizioni anche presso le sedi del Comune finalizzate al reperimento di ulteriore documentazione probatoria.

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