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Corruzione: passa da Venezia
ad Ancona l'indagine sui due
giudici Bersani e Preioni

Nella foto, da sinistra i giudici Bersani e Preioni

Dell’inchiesta sui fallimenti che vede indagato anche il giudice Giuseppe Bersani, ex presidente di sezione del tribunale di Cremona, ora giudice ad Alessandria, si sta occupando esclusivamente la procura di Ancona, competente per l’Emilia Romagna, in quanto i primi reati sarebbero stati commessi a Piacenza. Fino a qualche mese fa, in campo c’era anche la procura di Venezia, competente sui magistrati lombardi.

Per i fallimenti, Bersani, che in passato ha lavorato in tribunale a Piacenza, città dove ancora risiede, è accusato di corruzione per l’esercizio della funzione per l’attività svolta come giudice fallimentare al tribunale di Piacenza. L’inchiesta su cui sta lavorando Ancona riguarda presunti accordi che il magistrato avrebbe avuto con professionisti nelle pratiche da lui seguite. Incarichi definiti dall’accusa “privilegiati, in cambio di presunte dazioni di denaro”. In queste ore nella parte di inchiesta curata dalla procura di Piacenza è spuntato il nome dell’avvocato Corrado Schiaffonati, a cui  sono contestati presunti illeciti legati al suo ruolo di amministratore giudiziario di alcune aziende fallite. Anche il suo studio era stato perquisito ed erano stati prelevati diversi documenti. Tra i reati ipotizzati c’è anche l’abuso di ufficio. Già indagati sono invece Virgilio Sallorenzo, mantovano, avvocato e curatore fallimentare con studi a Piacenza e a Mantova, e la moglie Marina Bottazzi, lei commercialista, i quali, per l’accusa, avrebbero distratto centinaia di migliaia di euro dai fallimenti.

Novità anche per quanto riguarda il sequestro e successiva restituzione di alcuni fascicoli nello studio legale Sallorenzo: il tribunale dl riesame di Piacenza, dopo il sequestro dei fascicoli, aveva disposto la restituzione di gran parte dei documenti. Secondo il tribunale, infatti, la procura avrebbe dovuto prelevarne solo alcuni. Il pm ha impugnato la decisione in Cassazione che ha annullato l’ordinanza dei giudici piacentini ai quali ha rinviato gli atti. Ora il tribunale del riesame, in diversa composizione, dovrà riunirsi di nuovo e decidere in base alle indicazioni della Suprema corte.

Nell’inchiesta di Venezia sui tentativi di condizionare le nomine al tribunale di Cremona, invece, Sallorenzo risulta indagato insieme a Bersani e al giudice Tito Preioni, attuale presidente della sezione civile del tribunale di Lodi. Sallorenzo avrebbe organizzato e pagato una trasferta romana all’aspirante presidente del tribunale di Cremona Preioni e al suo amico Bersani, che nel suo precedente ruolo di giudice fallimentare a Piacenza aveva affidato allo stesso Sallorenzo diversi incarichi come curatore fallimentare. Scopo del viaggio a Roma sarebbe stato quello di caldeggiare con un componente laico del Csm eletto dal centrosinistra (l’avvocato ed ex parlamentare Paola Balducci, che però poi non si era spesa in favore di Preioni) alleanze utili nel plenum per spostare i due voti necessari che sarebbero serviti per far vincere il magistrato in corsa per la presidenza del tribunale di Cremona, poi andata al giudice Anna di Martino.

Durante il viaggio a Roma, Sallorenzo, Preioni, Bersani e la Balducci avrebbero partecipato ad una cena insieme ad Antonio Villani, avvocato cassazionista già socio dello studio legale romano del consigliere Balducci e amico di Sallorenzo. A pagare sarebbe stato proprio il curatore fallimentare, che avrebbe sborsato 2.000 euro tra ristorante, treni e pernottamento per i due giudici in un albergo a cinque stelle di Roma. Pochi giorni prima, peraltro, proprio un collegio presieduto da Preioni aveva assegnato a Sallorenzo un incarico professionale.

Sara Pizzorni

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