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'Furbetti del cartellino': dal
gup i 9 dipendenti del Ghisleri
accusati di truffa aggravata

Sette riti abbreviati e due richieste di rinvio a giudizio nell’udienza sul caso dei nove dipendenti dell’istituto Ghisleri di via Palestro denunciati dalla guardia di finanza nell’operazione ‘Zero in condotta’. Tra gli imputati c’è anche Roberta Pecoraro, direttore dei servizi generali e amministrativi dell’istituto. Secondo l’accusa, avrebbe inserito manualmente orari di servizio nel sistema automatizzato di rilevamento delle presenze, consentendo allontanamenti temporanei dal luogo di lavoro con falsa attestazione di presenza in servizio. In altri casi, invece, non avrebbe registrato l’assenza mediante timbratura del cartellino personale. Alcuni dipendenti sono stati licenziati dal lavoro in seguito agli episodi di assenteismo. Il provvedimento cautelare è stato emesso lo scorso mese dagli uffici ministeriali a seguito dell’analisi interna.

Truffa aggravata è il reato penale di cui devono rispondere davanti al giudice per l’udienza preliminare. Oltre alla dirigente Pecoraro, figurano come imputati le bidelle Nadia Bettoni e Laura Enrica Azzali e i sette impiegati dell’istituto Claudia Maria Fumagalli, Rosalba Buonassisi, Matteo Pelizzoli, Daniela Mineo, Emanuela Boschiroli e Vincenzo Meanti, quest’ultimo nel frattempo andato in pensione. A scegliere il rito ordinario sono stati Matteo Pelizzoli e Daniela Mineo, gli unici due ad essere stati reintegrati. Se verranno rinviati a giudizio, affronteranno il processo. Per tutti l’udienza è stata rinviata al prossimo 9 ottobre. A curare le difese ci sono gli avvocati Alessandro Vezzoni, Monica Fassera, Michele Tolomini, Guido Calatroni e Nadia Baldini. Le difese intendono sostenere che erano stati svolti lavori straordinari non retribuiti di durata maggiore rispetto agli ammanchi di orari contestati. Otto ore l’assenza più lunga, dieci minuti la più breve. La tabella inserita all’interno del capo di imputazione riporta giorni e durata delle assenze, anche tre in una stessa giornata.

Durante le indagini, culminate nell’ottobre dell’anno scorso, i finanzieri della Compagnia di Cremona, dall’8 maggio al 16 giugno del 2017, avevano  monitorato gli spostamenti degli imputati, rilevando numerosi casi di ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro. Dall’attività investigativa era emersa l’esistenza di scambi reciproci dei badge personali tra dipendenti che vicendevolmente procedevano alla timbratura del cartellino elettronico per favorire i colleghi assenti al mattino o al termine dell’orario di lavoro. Spesso i dipendenti si allontanavano dall’ufficio anche durante l’orario, dedicandosi a svariate commissioni di carattere personale come pranzi con amici, spese al supermercato e acquisto di fiori e piante. Si parla di circa 100 ore di assenza, divise in 80 casi, in un mese e mezzo.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • gatz

    aspettiamo una presa di posizione dai sindacati, possibilmente senza “mettere le mani avanti” perché “bisogna verificare”. qui le prove ci sono. a casa e che si assumano lavoratori più coscienziosi e ligi.

  • Rosso

    Poverini sono tutti padri e madri di famiglia

  • Illuminatus

    Alla faccia di chi farebbe chissà cosa per avere un lavoro fisso. VERGOGNA.

  • Orto

    Non capisco una cosa. Se sono stati licenziati, perché compaiono ancora tutti sull’organigramma del Ghisleri?