Un commento

La chiesa di San Sigismondo
custodì i misteriosi
documenti sui Templari

di Marco Bragazzi

La scoperta dell’America, nel vero e proprio senso della parola anticipando Cristoforo Colombo di tre secoli e passando da Cremona. Da sempre i Cavalieri Templari hanno rappresentato uno dei punti di incontro tra mito e realtà ma, in questo caso, per i Templari si apre un percorso in grado di cambiare la storia dell’umanità. La scioccante rivelazione “cremonese” viene affrontata da una scrittrice statunitense, Zena Halpern, la quale, nel suo best seller “The Templar Mission to Oak Island and beyond” racconta di come, nel XII secolo, una serie di documenti con mappe e disegni appartenuti all’Ordine Templare, era presente in una chiesa cremonese. Questi documenti, chiamati “Cremona Documents” per la loro provenienza, raccontano, tra le altre cose, di come l’Ordine Templare abbia messo piede, sempre nel XII secolo, in Nuova Scozia, attualmente territorio canadese, e precisamente nella ben più nota isola di Oak. Il testo, innovativo sotto alcuni punti di vista ma poco esaustivo sotto altri, fa parte di una serie di scritti che raccontano le vicende di questo Ordine cavalleresco che visse, nei due secoli di storia tra il 1100 e il 1300 circa, come il più importante ordine religioso e da sempre circondato da un’aura di mistero e di leggende. Nel libro la Halpern chiarisce, o cerca di chiarire, di come questo preziosissimo faldone di documenti venga ubicato in vari luoghi fin dal 1200 per poi arrivare in una delle chiese della città di Cremona precisamente a San Sigismondo e venire collocato in una cripta segreta. Viene da chiedersi come sia possibile visto che la chiesa è stata costruita a fine 1400, inoltre le chiese cittadine legate direttamente all’Ordine erano altre senza quindi la necessità di nasconderle a San Sigismondo.
Nel volume si trova anche una dettagliata (con tanto di foto) descrizione della stupenda chiesa cremonese, arricchita di un breve racconto del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, fatto interessante dal punto di vista della pubblicità per turisti ma che, davanti a determinate evidenze letterarie, trova riscontri debolissimi.
I “Cremona Documents” raccolgono, o raccoglierebbero, parte della storia più importante del millennio scorso, tra cui “la scoperta dell’America” da parte dei Templari, fatto possibile e confermabile con una macchina del tempo ma attualmente di difficile determinazione storico-scientifica. Ben più difficile da capire è il passaggio dei documenti in quanto, secondo la Halpern, il faldone dei documenti arrivò nelle mani di un certo Dr. Jackson nel 1971, opportunamente venduto da tale signor Benvenuto di Cremona il quale, con estrema naturalezza, piazza senza remore ad uno studioso americano una serie di documenti che potrebbero “soltanto” cambiare la storia del mondo. Quindi, mentre a poca distanza, allo Zini, Aristide Guarneri, Luciano Cesini e Bruno Franzini si davano da fare per stravincere il campionato di serie D con la Cremonese il signor Benvenuto, dopo aver sottratto i documenti da una chiesa, li rivendeva come un qualsiasi gadget per turisti al termine di una visita alla città del Torrazzo.
Le tesi della Halpern sui “Cremona Documents” sembrano più fondarsi sull’importanza che Cremona aveva come città templare più che su mappe o scritti, ma l’effetto della descrizione della missione templare sull’isola di Oak coglie nel segno tra servizi segreti, Templari, chiese, coordinate astrali, mondi paralleli o quasi e una quanto meno singolare connessione a fine 1300 tra la famiglia Benvenuto di Cremona e – guarda caso – il conte delle Orcadi Henry Sinclair, colui che parrebbe aver scoperto il Nord America già a fine XIV secolo. Per chiudere il tributo ai “Cremona Documents” serviva anche la ratifica visiva e, forte della sua tradizione di “isola misteriosa”, History Channel proporrà, nella sesta stagione di “Legends of Oak Island”, la conferma delle ipotesi messe su carta dalla Halpern, con i fratelli Rick e Marty Lagina impegnati a autenticare la scoperta dell’isola da parte dei Templari dopo l’analisi dei “Cremona Documents”.
Forse nel 1971 il Dr. Jackson avrebbe fatto meglio a fare un salto allo Zini o a visitare la bellezza di San Sigismondo per scoprire qualche vero spettacolo di Cremona, mentre per i “Cremona Documents” rimane, come sempre da quasi mille anni, quella coltre di mistero mito e leggenda che forse rimarrà tale per altri mille anni e che li renderanno sempre più interessanti.

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Commenti
  • ciclo-pe

    A Marco Bragazzi forse interesserà sapere che il complesso di San Sigismondo, dedicato a Sigismondo re dei Burgundi poi santificato, ha origini molto più antiche in quanto si fanno risalire al vescovo Olderico intorno al 990. Olderico volle fosse costruita un chiesa dedicata ai santi Filippo e Giacomo. Un secolo più tardi si insediò un monastero di Vallombrosiani. Questi nel corso del XIII secolo, intorno al 1253, ampliarono o ricostruirono l’antica chiesa e la dedicarono a San Sigismondo.