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'Furbetti del cartellino': in due
rinviati a giudizio. Per gli altri
sette, richieste di condanna

Pene di otto mesi e di un anno. Queste le richieste formulate oggi dal pm Milda Milli nei confronti di sette dei nove dipendenti dell’istituto Ghisleri di via Palestro denunciati dalla guardia di finanza nell’operazione ‘Zero in condotta’ e accusati di truffa ai danni dello Stato. Per i sette dipendenti, processati davanti al gup con il rito abbreviato, la sentenza arriverà il prossimo 6 novembre. Per la sola Claudia Maria Fumagalli, impiegata, il pm ha chiesto un anno, mentre per tutti gli altri la richiesta di pena è stata di otto mesi. Altri due che invece avevano scelto il rito ordinario, Matteo Pelizzoli e Daniela Mineo, sono stati rinviati a giudizio, così come chiesto dallo stesso pm, e dunque andranno a processo.

Tra gli imputati c’è anche Roberta Pecoraro, direttore dei servizi generali e amministrativi dell’istituto. Secondo l’accusa, avrebbe inserito manualmente orari di servizio nel sistema automatizzato di rilevamento delle presenze, consentendo allontanamenti temporanei dal luogo di lavoro con falsa attestazione di presenza in servizio. In altri casi, invece, non avrebbe registrato l’assenza mediante timbratura del cartellino personale. Alcuni dipendenti sono stati licenziati dal lavoro in seguito agli episodi di assenteismo. Il provvedimento cautelare è stato emesso lo scorso aprile dagli uffici ministeriali a seguito dell’analisi interna.

Oltre alla dirigente Pecoraro, figurano come imputati le bidelle Nadia Bettoni e Laura Enrica Azzali e i sei impiegati dell’istituto Claudia Maria Fumagalli, Rosalba Buonassisi, Matteo Pelizzoli, Daniela Mineo, Emanuela Boschiroli e Vincenzo Meanti, quest’ultimo nel frattempo andato in pensione. Pelizzoli e Mineo sono stati gli unici ad essere stati reintegrati.

A curare le difese ci sono gli avvocati Alessandro Vezzoni, Monica Fassera, Michele Tolomini, Guido Calatroni e Lapo Pasquetti. Le difese hanno sostenuto che erano stati svolti lavori straordinari non retribuiti di durata maggiore rispetto agli ammanchi di orari contestati. Otto ore l’assenza più lunga, dieci minuti la più breve. La tabella inserita all’interno del capo di imputazione riporta giorni e durata delle assenze, anche tre in una stessa giornata.

Durante le indagini, culminate nell’ottobre dell’anno scorso, i finanzieri della Compagnia di Cremona, dall’8 maggio al 16 giugno del 2017, avevano  monitorato gli spostamenti degli imputati, rilevando numerosi casi di ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro. Dall’attività investigativa era emersa l’esistenza di scambi reciproci dei badge personali tra dipendenti che vicendevolmente procedevano alla timbratura del cartellino elettronico per favorire i colleghi assenti al mattino o al termine dell’orario di lavoro. Spesso i dipendenti si allontanavano dall’ufficio anche durante l’orario, dedicandosi a svariate commissioni di carattere personale come pranzi con amici, spese al supermercato e acquisto di fiori e piante. Si parla di circa 100 ore di assenza, divise in 80 casi, in un mese e mezzo.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Abiff

    Alla faccia di chi un lavoro del genere lo sogna.

  • grossoago figliodi

    Nome e cognome. Bravi!
    sarà così sempre e per tutti gli imputati non ancora condannati, vero?

    • Abiff

      Flagranza di reato. Atto dovuto: è impossibile negare quello che sono stati filmati a compiere. Poi magari il giudice nemmeno li condanna ma sono stati filmati compiendo i reati a loro ascritti. Come se, uno ti da un pugno in faccia, aspetti il terzo grado di giustizia prima di esprimerti al riguardo?

      • grossoago figliodi

        Se il pugno te lo da per difendersi non è un criminale. E’ legittima difesa. I giudici esistono proprio per questo, per valutare tutti gli elementi e poi decidere se condannare o assolvere. Non spetta né a me né a lei condannare o assolvere.
        E comunque il problema non è questo. Io ho semplicemente fatto osservare che, nell’articolo, sono stati citati nome e cognome degli imputati, ovvero di persone non ancora condannate. Ho detto bravi ma, ribadisco, in futuro, fatelo con tutti.

        • Abiff

          OK. Comunque se ricordo bene è la polizia che divulga i nomi e cognomi, o le sole iniziali, e/o la nazionalità; quindi sempre se la memoria mi serve correttamente il giornale pubblica quello che riceve dalle istituzioni.

        • Gemelli

          In tal caso se verranno condannati perché colpevoli citiamo anche le somme , così ci indigneremo di più.