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Storti: 'Non è una lotta nel Pd,
le mie sono obiezioni
di metodo e di merito'

Lettera scritta da Gian Carlo Storti

Egregio direttore, 

l’articolo di ieri sull’impianto fotovoltaico di Fondazione Città di Cremona aggiunge alcuni elementi che tendono ad evidenziare che il dibattito sullo stesso sia ormai una resa dei conti all’interno del PD cremonese. Non so da dove ricaviate questa impressione. Per quanto mi riguarda, come amministratore di Fondazione in quota Pd, visto che non sono riuscito a sbloccare una questione all’interno degli organi statutari ho posto la questione pubblicamente. Nessuna resa di conti fra me e Garoli, solo un diversa lettura di fatti ed atti che ho ritenuto di dover rendere pubblica. Il consigliere Canale ha fatto il suo dovere, visto che della questione non se n’é parlato né negli organi istituzionali né in quelli del PD ha chiesto un alt per una riflessione comune che si spera sia unitaria. Nulla di più.

Il resto sono retroscena ed interpretazioni fantasiose che non mi riguardano e credo che non coinvolgano né Canale né Garoli. Importante è stare al merito. Come ho già detto e scritto sulla realizzazione dell’impianto fotovoltaico su 15 ettari di terreno (150.000 mila mq) ho segnalato due problemi uno di merito e l’altro di metodo. Sul merito. Sono venuto a conoscenza della problematica poco prima del CDA del 26 settembre. La chiusura amministrativa della pratica stessa è avvenuta nel CdA del 20 novembre. In questo periodo ho fatto, privatamente tutti i possibili approfondimenti e sono arrivato alla conclusione, da esponente del PD, che è un’opera che non sa da fare per tutte le ragioni che ho scritto nella precedente nota.

Auspico quindi che si sviluppi in città e sul territorio un forte movimento che sia in grado di bloccare questa opera. Ritengo, come cittadino, che il consiglio comunale e le relative commissioni siano coinvolte e che la cosa non si possa chiudere solo in Fondazione. So bene che 1.150.000 euro sono una bella somma. Per completare la ristrutturazione dell’ex Soldi le risorse possono essere trovate in ogni caso. Ma questo non può passare sopra a valori fondamentali quali l’attenzione al territorio limitando quindi i consumo di suolo ecc. Quindi partito perplesso sono arrivato molto convinto e deciso a lavorare per il ritiro della delibera del CdA del 20 novembre della Fondazione che ha fatto partire l’operazione.

Sul metodo. La Presidente Garoli sostiene che avrei approvato il progetto e che quindi non capisce il perché del mio intervento oggi. Non ero presente al CdA del 20 novembre e quindi non potevo approvare ‘la ratifica dell’aggiudicazione della costituzione del diritto di superficie a favore della società JUWI DEVELOPMENT 02 SRL, alle condizioni di cui all’Avviso pubblicato in data 30/9/19 ovvero: durata 30 anni a partire dalla stipula dell’atto notarile; autorizzazioni e permessi per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico in carico al superficiario; condizioni economiche € 1.150.000,00’. Anzi lo stesso giorno, avuta notizia della richiesta di Linea Green, ho inviato una mail a tutto il CDA al segretario con la quale chiedevo di ‘sospendere le procedure’. Richiesta, di cui il verbale non fa cenno e che non è stata accolta. Nel primo CdA del 26 settembre dove si è discusso per la prima volta della questione io ho dato parere positivo all’avvio della procedura. Quella procedura però di fatto era una gara ed io, ammetto la mia ignoranza, l’ho capito solo il 3 ottobre a seguito di un incontro con i funzionari incaricati. Alcuni sostengono poi che la deliberazione del 26 settembre avrebbe delle ‘carenze giuridiche’ che potrebbe portare ad alcuni contenziosi. Per carità non voglio nemmeno entraci e mi limito a segnalare comportamenti politici nell’ambito di un mandato amministrativo.

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