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Infortuni sul lavoro
da Covid, a Cremona
1.069 denunce all'Inail

Sono state ben 1.069 le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 in provincia di Cremona tra il 1 gennaio e il 31 agosto, di cui 17 con esito mortale: questo il dato diramato dall’Inail, che riguarda le denunce di contagi verificatisi sul posto di lavoro. Di questi, 17 sono morti. Cremona è la 4ª città lombarda con i numeri più alti, dopo Milano (3.993), Brescia (2.117) e Bergamo (1.758).

In Lombardia complessivamente sono 13.586 gli infortuni da Covid denunciati, con un totale di 129 vittime. Rispetto alla data di rilevazione del 31 luglio le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate di 182 casi.

Le professioni più colpite riguardano i tecnici della salute, tra cui l’80,2% sono infermieri, e le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, di cui il 99,0% sono operatori socio sanitari.
Tra i medici, la metà di quelli che hanno presentato denunce è rappresentata da generici, internisti, cardiologi, anestesisti-rianimatori e chirurghi, mentre tra le professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati il 90,5% sono operatori socio assistenziali. Infine tra il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari il 54,0% sono ausiliari ospedalieri mentre il 37,8% sono ausiliari sanitari portantini. 

Complessivamente, guardando all’attività economica di riferimento, la gestione Industria e servizi registra il 99,2% delle denunce. Nello specifico, il 78,6% delle denunce codificate per attività economica riguarda il settore “Sanità e assistenza sociale” tra cui gli ospedali, le case di cura e di riposo incidono per l’84,8%. Il 5,9% riguarda la manifattura e il 3,6% riguarda invece il settore del “Noleggio e servizi alle imprese” registra il 3,6% delle denunce codificate con la metà proveniente dall’attività di “Ricerca, selezione, fornitura di personale” con lavoratori interinali “prestati” a svariate attività e professionalità (comprese quelle di natura sanitaria e di pulizia); tra i più colpiti comunque operatori sanitari e addetti alle pulizie. 

Le vittime riguardano per quasi 1/3 il personale sanitario e assistenziale (medici, infermieri, operatori socio sanitari, operatori socio assistenziali); interessati anche impiegati, conducenti professionali e addetti alle vendite.

LaBos

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