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Ponchielli senza pace, i soci
fondatori chiedono la revoca
di Andrea Rurale dal Cda

Non c’è pace per la Fondazione del teatro Ponchielli. I soci fondatori hanno chiesto formalmente la revoca del consigliere Andrea Rurale, che insieme al presidente del Cda e sindaco Gianluca Galimberti, aveva sostenuto le ragioni per un drastico cambio della guida artistica del teatro. Scelta che ha poi portato alla nomina di Andrea Cigni al posto di Angela Cauzzi quale sovrintendente.

La richiesta di revoca è stata fatta in base all’articolo 15 dello Statuto, che definisce le competenze dell’assemblea dei fondatori: tra queste, appunto, “revoca i membri eletti nel Consiglio di Amministrazione ed esercita le
eventuali azioni di responsabilità”. La richiesta è stata inviata allo stesso Galimberti e al presidente del collegio sindacale ed è firmata da Associazione Industriali della Provincia di Cremona, Centro di Musicologia Walter Stauffer, Credito Padano, Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona onlus, Wonder  S.p.A., Vito Zucchi oltre  che dal rappresentante della minoranza consigliare nell’assemblea dei fondatori Beppe Arena. Contestualmente alla revoca, viene chiesto lo spostamento della riunione del Cda, prevista per giovedi 15 ottobre, ad una data successiva all’assemblea dei soci stessi.

Il teatro, che in queste settimane ha ripreso l’attività seppure con tutte le difficoltà legate al Covid, è stato al centro della polemica tra minoranza e maggioranza in Comune, ma ha diviso le stesse forze che compongono la maggioranza, con il Pd spaccato sulle modalità di scelta del sovrintendente: basti pensare alle dure parole del deputato Luciano Pizzetti, che ha giudicato l’opzione di Galimberti a favore di Cigni come una scelta presa “nel salotto di casa”. Oppure alle recenti dimissioni dal gruppo consigliere Pd di Livia Bencivenga, passata nel Misto, che ha definito quella del sindaco una scelta “da monarca”. In precedenza c’erano state altre due dimissioni, stavolta dal Cda della Fondazione Ponchielli: quella di Anna Lazzarini e di Francesco Marcotti, che non hanno fatto mistero di non approvare le ragioni di una selezione affidata ad una agenzia specializzata, quando poi la scelta di Cigni si è basata anche sull’amicizia personale del sindaco.

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