Ultim'ora
10 Commenti

Fondi sottratti a 'Uniti':
indagato l'avvocato Vailati
Perquisiti studio e abitazione

Non potrà più difendere il suo assistito in quanto risulta anch’egli indagato nell’inchiesta sulla distrazione di fondi ai danni della onlus ‘Uniti per la provincia di Cremona’. L’avvocato Pierantonio Vailati, difensore di Attilio Mazzetti, uno degli indagati, è accusato di induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria. Per la procura, avrebbe tentato di inquinare le prove, chiedendo di ritrattare le dichiarazioni rese nell’interrogatorio del 22 luglio scorso da Cristiano Bozzoli, titolare di un’impresa di vendita di stufe e caldaie finito nell’indagine  insieme allo stesso Mazzetti, a Renato Crotti, ex gestore “di fatto” dell’ente benefico, e ad altre sette persone, tutte accusate, in concorso, per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e alla truffa. Per la procura, avrebbero prelevato soldi da utilizzare per scopi estranei alle finalità benefiche. Sotto la lente della finanza ci sarebbe un importo complessivo di circa 250.000 euro sottratto alla onlus che era arrivata a raccogliere 4 milioni di euro per finanziare iniziative anti- Covid.

Ieri il nuovo colpo di scena, con la perquisizione effettuata nell’abitazione e nello studio dell’avvocato Vailati, legale di Mazzetti, 35 anni, soresinese, il procacciatore d’affari ed ex gestore di locali notturni arrestato il 18 novembre scorso dagli uomini della guardia finanza per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e al riciclaggio, per aver emesso fatture per operazioni inesistenti e per aver tentato di minacciare uno degli altri indagati in relazione alle dichiarazioni che aveva rilasciato durante le indagini. Ora Mazzetti non è più difeso dall’avvocato Vailati, costretto a rinunciare al mandato e a farsi difendere dall’avvocato Massimiliano Corbari. Ieri mattina Vailati è stato ascoltato negli uffici della procura. Nelle dichiarazioni spontanee che ha reso, ha respinto con forza le accuse, definendole “pura invenzione”.

Secondo gli investigatori, l’avvocato Vailati avrebbe ricevuto nel suo studio Cristiano Bozzoli al quale avrebbe chiesto di modificare le dichiarazioni rese nell’interrogatorio del 22 luglio, dicendogli poi di cambiare avvocato e che le spese del nuovo legale le avrebbe sostenute lui stesso. Di quell’interrogatorio del 22 luglio, Vailati aveva una copia, in quanto inviatagli dal legale di Bozzoli. Agli inquirenti, Bozzoli racconterà il 24 novembre scorso del presunto tentativo di Vailati di fargli cambiare versione. Il caso che riguarda Bozzoli è quello relativo alla storia dei 750 pasti caldi che lui, titolare della New Syrious di Pizzighettone che installa caldaie, avrebbe dovuto consegnare alla cooperativa Eco Company. La scorsa primavera sul conto della New Syrious erano stati accreditati due bonifici per 28.060 euro. In banca non torneranno i conti: come mai una onlus destinata a raccogliere fondi per la lotta al covid ha versato quelle somme ad una società che installa caldaie?. Bozzoli era in possesso solo di una fattura con la causale: ‘Preparazione e consegna a domicilio di 750 pasti caldi’. Bozzoli aveva ammesso di non aver mai consegnato quei pasti.

Ben diversa la ricostruzione dei fatti fornita dall’avvocato Vailati, secondo cui Bozzoli, il 24 novembre, avrebbe dichiarato il falso. Il legale ha raccontato di aver ricevuto nel suo studio sia Mazzetti che Bozzoli e che quest’ultimo gli avrebbe fatto sapere di aver intenzione di cambiare avvocato, chiedendogli un consiglio su chi avrebbe potuto assisterlo. Vailati, da parte sua, gli avrebbe consigliato di rivolgersi prima al suo avvocato e di fargli sapere la sua intenzione di rimettere il mandato, rendendosi solo allora disponibile a consigliargliene un altro. “Bozzoli ha detto cose false”, ha sostenuto il legale, che ha respinto con forza ogni addebito.

Le indagini, intanto, proseguono a pieno ritmo. Lunedì prossimo alle 8, presso la sede della guardia di finanza, sarà conferito da parte della procura l’incarico ad un proprio consulente con la formula dell’incidente probatorio per analizzare le intercettazioni telefoniche. Il conferimento incarico avrebbe dovuto tenersi ieri, ma è stato posticipato a lunedì 30 novembre.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti