Cronaca
Commenta

Auto rubate e cannibalizzate
dalla gang. Le intercettazioni

In attesa dell’interrogatorio di garanzia, emergono nuovi particolari sull’operazione “Donkey” dei carabinieri di Cremona relativa al furto e al riciclaggio di 131 autovetture e al sequestro di 111 motori di auto e componentistica provento di furti commessi tra il 2018 e il 2020 per un valore di circa 4 milioni di euro.

Dodici le persone arrestate, tra cui i cinque componenti della famiglia Taino di Robecco d’Oglio: il capo Paolo,63 anni, il fratello Roberto, 53, e i suoi tre figli Filippo, Aldo e Pietro, 28, 26 e 21 anni. Oltre a loro, in manette sono finiti Mario Franco Calonghi, 40 anni, residente a Castelleone, Marco Galli, 46 anni, residente a Gadesco, Luca Morello, 19 anni, residente a Pontevico, Mario Totta, 59 anni, residente a Paderno Dugnano, Mirko Legina, 52 anni, residente a Capriano del Colle, Daniele Marin, 50 anni, residente a Fiorenzuola d’Arda, e Ivan Renardi, 40 anni, residente a Mortara.

Dalle intercettazioni telefoniche e dalle attività di osservazione, pedinamento e controllo, secondo quanto scritto nelle 160 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, è emersa “l’esistenza di una compagine ben organizzata, stabilmente dedita al riciclaggio di veicoli provento di furto, di appropriazione indebita, ovvero di veicoli gravati da fermo o sequestro amministrativo, mediante cannibalizzazione delle parti meccaniche, della componentistica e della carrozzeria presso la sede della Nuova Autodemolizione di Gadesco Pieve Delmona”.

Dietro lo schermo delle diverse società riconducibili alla famiglia Taino, secondo l’accusa, Paolo Taino avrebbe coordinato ed organizzato i diversi step in cui si sarebbe articolata l’attività illecita, “programmando, in particolare, le fasi di ricezione dei veicoli compendio di delitto presso la Padana Ricambi”, dove sarebbero avvenute le operazioni di cannibalizzazione, di successiva esfiltrazione delle scocche e dei pezzi in tal modo ricavati dal magazzino della Padana Ricambi alla Nuova Autodemolizione dove le scocche sarebbero state pressate. Allo stabilimento Ex Citman di Pontevico, invece, sarebbero stati depositati i motori e le altre parti meccaniche riciclate.

Per il giudice, “Paolo Taino è il punto di riferimento” di tutti i membri del sodalizio. Sarebbe stato lui a dare  gli ordini e le indicazioni sulle attività da compiere. Agli altri spettavano compiti inerenti le attività di trasporto e demolizione dei veicoli privati, previa separazione delle parti meccaniche e di carrozzeria commerciabili. Secondo gli inquirenti, “uomo di fiducia” di Paolo Taino era Marco Galli, che si sarebbe occupato non soltanto della ricezione e della pressatura delle scocche dei mezzi cannibalizzati, ma anche di sorvegliare, con l’aiuto della moglie, l’area della Nuova Autodemolizione con l’obiettivo di “sventare controlli indesiderati”.

Rilevanti, nel corso delle indagini, le confidenze a cui Galli si sarebbe lasciato andare nel corso delle conversazioni telefoniche intercettate. “Riscontri”, si legge nell’ordinanza, “circa l’illiceità che caratterizza gli affari della famiglia Taino, di cui lui e gli altri dipendenti erano perfettamente a conoscenza”. In un’intercettazione con la moglie, Galli si lamenta del tenore di vita e della condotta morale di Filippo Taino e della madre, dicendosi preoccupato del fatto che i loro “comportamenti superficiali” avrebbero potuto metterlo nei guai.

Nelle intercettazioni, poi, Galli informa la moglie della presenza di posti di blocco. “Stanno cercando di prendere quelli delle macchine, hanno capito che è lì in zona”. E poi ancora: “Ho fatto macchine a rudo”, dice il custode Galli al telefono con Paolo Taino il 4 marzo del 2020. Neanche il Covid ha fermato l’attività della gang: “Le operazioni di schiacciamento vanno avanti”, è l’intercettazione registrata tra Marco Galli e Paolo Taino.

Per i furti delle auto, i Taino si sarebbero avvalsi della collaborazione di Daniele Marin, di etnia sinti, pluripregiudicato con alle spalle innumerevoli precedenti penali per reati contro il patrimonio, in particolare furti di veicoli. Con lui, i Taino avrebbero fissato “ripetuti incontri finalizzati alla consegna dei mezzi rubati”.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Commenti