Cronaca
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Crotti, il gip: "Ecco perchè è
necessario che resti in carcere"

FOTO SESSA

Sono numerosi i ragazzi, oggi maggiorenni ma minorenni all’epoca dei fatti, quasi tutti di 15 e 16 anni, chiamati a testimoniare dai militari della guardia di finanza nel filone di indagine sulla pedopornografia e prostituzione minorile che ieri sera ha visto l’arresto del professionista cremasco Renato Crotti, 55 anni, finito in carcere. Tutto è nato dalla prima inchiesta relativa ai soldi sottratti all’ente benefico “Uniti per la provincia di Cremona”, di cui Crotti era il gestore “di fatto”.

Gli episodi contestati vanno dal 2018 all’ottobre di un anno fa. A far partire il secondo filone erano state le dichiarazioni del titolare di un’attività che Crotti aveva coinvolto per effettuare lavori pagati con i soldi della Onlus. L’uomo aveva raccontato ai finanzieri di aver avuto, quando era ancora alle superiori, scambi di prestazioni sessuali con il 55enne, sul quale circolavano strane voci nei bar di Crema. L’uomo aveva anche riferito che un suo amico gli aveva detto che “Crotti era una persona molto benestante e aveva gusti sessuali abbastanza singolari, ed era solito ricompensare chi li soddisfaceva, elargendo somme di denaro”.  

Da qui gli approfondimenti sul telefonino del professionista, nel quale sono stati trovati video, chat e appuntamenti per gli incontri, che avvenivano di sera in un parcheggio di viale Santa Maria, oppure in mezzo ai campi. Per ogni prestazione c’era una diversa riscossione di denaro. 

Su facebook, Crotti aveva creato un falso profilo sul quale contattava i minori e organizzava scambi di video, foto, materiale pornografico e per incontri a sfondo sessuale.

“Le dichiarazioni dei giovani”, scrive il gip Matteo Grimaldi nelle 21 pagine dell’ordinanza, “hanno trovato ampia conferma nelle acquisizioni documentali relative alle conversazioni intrattenute via chat tra i predetti e l’indagato”. Per il gip, sussistono le esigenze cautelari, “costituite dal concreto e più che attuale pericolo che Crotti possa compiere ulteriori delitti della stessa specie, considerata anche la personalità dell’indagato, denotante una particolare tendenza a compiere delitti di natura sessuale e la totale assenza di autocontrollo, evidente nella costante, pressochè quotidiana ricerca di giovani ragazzi minorenni da sfruttare sessualmente”.

“L’attività di ricerca di minori disponibili a soddisfare le proprie pulsioni sessuali da parte dell’indagato”, si legge, “si è mostrata costante, reiterata, pervasiva, e si è protratta quanto meno fino alla fine dell’anno 2020. L’uso di tecniche ormai collaudate e la spregiudicatezza dimostrata da Crotti, evidente se si considera che egli non ha avuto alcuna remora nel mostrarsi a volto scoperto ai minori, del tutto incurante della possibilità di essere scoperto, riconosciuto e denunciato, sono circostanze che lumeggiano l’estrema pericolosità dello stesso, arginabile esclusivamente con l’applicazione di una misura cautelare personale”.

Sara Pizzorni

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