Cronaca
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Fondi sottratti a "Uniti", inchiesta
chiusa. Crotti chiede di patteggiare

La procura di Cremona ha chiuso le indagini relative alla distrazione di fondi ai danni dell’ente benefico “Uniti per la provincia di Cremona”, la Onlus nata il 13 marzo del 2020 per sostenere gli ospedali e le organizzazioni impegnati in prima linea nel pieno della prima ondata della pandemia di Covid. Dieci gli indagati accusati a vario titolo di aver prelevato soldi da utilizzare per scopi estranei alle finalità benefiche. Sotto la lente della guardia di finanza, l’importo complessivo di circa 250.000 euro sottratto a “Uniti”, arrivata a raccogliere 4 milioni di euro per finanziare iniziative anti- Covid.

Tra gli indagati che devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più appropriazioni indebite di denaro ci sono Renato Crotti, 55 anni, ex gestore di fatto della Onlus, e Attilio Mazzetti, 36 anni, di Soresina, gestore di locali notturni. La procura li accusa di essere i promotori. Dal marzo del 2020 al luglio dello stesso anno Crotti, finito in carcere venerdì scorso per prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico, nuovo filone nato proprio dall’indagine sui fondi,  avrebbe disposto i pagamenti tramite bonifici, distraendo le somme dal conto corrente della Onlus, di cui aveva effettiva disponibilità, mentre Mazzetti si sarebbe occupato di reclutare gli altri partecipanti, ne avrebbe gestito i rapporti e avrebbe avuto il compito di emettere fatture false nei confronti della Onlus con il fine di ricevere i pagamenti da “Uniti”, provvedendo a riciclare il denaro attraverso conti esteri, anche simulando con false fatture l’esistenza di controprestazioni. Da parte loro, gli altri indagati, titolari di società, avrebbero emesso fatture false nei confronti della Onlus per ricevere i pagamenti dalla stessa.

Alcuni degli indagati, Crotti compreso, hanno chiesto di patteggiare, e con la procura pendono trattative per una pena che possa essere giudicata congrua. Poi c’è l’aspetto del risarcimento a “Uniti”, che si costituirà parte civile: i soci pretenderanno il risarcimento di tutto il maltolto. La sorella di Renato Crotti, Anna, anche lei indagata nell’inchiesta, ha già restituito i 5 mila euro che erano stati dirottati sul suo conto corrente attraverso un bonifico disposto dal fratello.

Sara Pizzorni

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