Cronaca
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La maxi truffa del cibo da
asporto. Tre casalinghe a processo

Approda in tribunale la maxi truffa del cibo da asporto non pagato. Presi di mira 24 esercizi commerciali di Cremona e provincia, compresi ristoranti di lusso, per un danno complessivo che sfiora i 9000 euro. Una vicenda che era balzata agli onori della cronaca nel periodo del lockdown da Covid. Sotto accusa ci sono tre casalinghe: si tratta di Paola Francesca Pizzamiglio, 40 anni, nata a Codogno ma residente a Vescovato, assistita dall’avvocato Giovanni Bertoletti; Debora Orfeo, 41 anni, nata a Taranto ma residente a Vescovato, difesa dall’avvocato Luca Genesi (oggi sostituito dal collega Paolo Brambilla), e Stefania Merlo,  38 anni, nata a Cremona e residente a Bagnolo San Vito, in provincia di Mantova, difesa dall’avvocato Cesare Grazioli. La Pizzamiglio, autrice di tutti gli episodi contestati, deve rispondere di truffa e insolvenza fraudolenta, la Merlo di truffa, mentre la Orfeo di simulazione di reato e truffa.

Gli esercenti ricevevano ordini di acquisto telefonici dal committente che si fingeva persona incaricata da un abituale cliente. Ma poi, una volta ritirata la merce, nessuno provvedeva a saldare il conto precedentemente concordato. Spesso veniva scelto un menu piuttosto costoso: al ristorante “La Borgata”, ad esempio, erano stati ordinati escargot e pasta con il tartufo per un danno di 400 euro.

Tra le imputazioni, anche quella di insolvenza fraudolenta: nell’aprile del 2019, la Pizzamiglio aveva firmato un assegno di 2.240 euro alla gioielleria Acerbi, dissimulando il proprio stato di insolvenza e acquistando un anello di brillanti e zaffiri, una catena in oro e due ciondoli in argento. Una volta presentato il titolo di credito per l’incasso, il titolare della gioielleria aveva scoperto che era privo di provvista. In un’altra occasione, il 10 agosto del 2019, la stessa imputata aveva cenato con cinque persone al “Ristorante del Golf” di Cremona per un importo di 320 euro, pagando con una tessera bancomat anche in questo caso priva di provvista e promettendo, invano, di tornare per saldare il conto.

E poi tutta una serie di truffe in locali, ristoranti, fornerie e pasticcerie cremonesi: come alla pasticceria “Lanfranchi”, dove il 16 gennaio 2020 l’imputata, fingendosi parente di un cliente del negozio, aveva ordinato una torta di 46 euro che aveva ritirato senza pagarne il corrispettivo, con il pretesto che sarebbe passato il cliente a saldare il conto. Cosa mai avvenuta.

Insieme a Stefania Merlo, la Pizzamiglio è accusata di aver truffato anche il titolare di un’attività per la vendita di prodotti per animali. In particolare, dopo aver fatto ordinato telefonicamente, sempre a nome di un cliente, cibo per cani e gatti per l’importo di 260 euro, le due si erano presentate poco dopo dichiarando che sarebbe poi passato il cliente a saldare il dovuto, senza più corrispondere, nei giorni successivi all’acquisto, il pagamento.

Con Debora Orfeo, invece, la Pizzamiglio aveva truffato l’esercizio commerciale “Postumia Beer and Food” di Cremona, acquistando della birra per 24 euro senza mai corrispondere quanto dovuto. La Orfeo deve anche rispondere di simulazione di reato in merito ad un episodio risalente al primo agosto del 2019 a Vescovato. La donna aveva presentato una denuncia affermando falsamente di avere smarrito due assegni bancari. Assegni di complessivi 1.44o euro con cui la Pizzamiglio, accusata a sua volta di ricettazione, aveva saldato il conto dei ristoranti “Il Cortile” e la “Bersagliera”. Posti all’incasso, però, non erano stati pagati poichè denunciati smarriti dalla Orfeo.

A processo, la società del gioielliere Luigi Acerbi truffata dalla Pizzamiglio si costituirà parte civile attraverso l’avvocato Gianluca Pasquali. Anche tutte le altre vittime, se lo riterranno, potranno chiedere i danni. C’è tempo fino al 28 aprile, data della prossima udienza.

Sara Pizzorni

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