Guerra in Ucraina
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Guerra Ucraina-Russia, Cremlino: “Sforzo colossale in negoziati”

(Adnkronos) – Nella guerra tra Ucraina e Russia e i negoziati in corso, la delegazione russa sta compiendo uno sforzo “colossale” nei colloqui con gli ucraini. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov affermando che “la nostra delegazione sta facendo uno sforzo colossale e dimostra più disponibilità nei loro confronti rispetto a quanta ne dimostri l’altra parte”. Peskov ha aggiunto che “accettando il documento” elaborato da Mosca e rispettando “tutti i suoi parametri”, gli ucraini “potrebbero fermare molto rapidamente ciò che sta accadendo”. Sui progressi nei colloqui, il portavoce del Cremlino ha detto che la Russia ne parlerà quando ci sarà effettivamente qualcosa da riferire. 

“Oggi” in ogni caso dovrebbero esserci “contatti” tra i negoziatori in quello che è il 22esimo giorno di guerra dall’invasione russa, ha spiegato il portavoce Peskov, in dichiarazioni riportate dall’agenzia russa Tass. I colloqui “dovrebbero” continuare “oggi”, ha detto. “Non so se siano già in corso, ma dovrebbero svolgersi su vari binari – ha aggiunto -. Contatti dovrebbero tenersi oggi”. 

“L’Ucraina deve essere riconosciuta nei suoi confini internazionalmente riconosciuti del 1991. Tutto quello che otterremo” nel corso dei negoziati “dovrà essere meglio rispetto a prima della guerra perché altrimenti a cosa saranno serviti i sacrifici del popolo ucraino. Quindi rimanete tranquilli: non tradiremo i nostri interessi”, afferma intanto Oleksiy Arestovych, il consigliere presidenziale ucraino, nel corso di un briefing. 

Intanto però arriva l’attacco di Kiev in collegamento con Bruxelles. In Ucraina “paghiamo il prezzo della nostra scelta ogni giorno. La tirannia per noi è inaccettabile. Quello che il Cremlino sta facendo è veramente barbaro: dico responsabilmente che il Cremlino è l’Hitler dei giorni nostri”, dice il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov, in collegamento oggi con le commissioni Esteri e Difesa del Parlamento Europeo. 

La Russia in Ucraina “distrugge città e piccoli villaggi, saccheggiandoli. Abbiamo la conferma che finora sono morti 103 bambini per l’occupazione. Sono statistiche che crescono” a mano a mano che il tempo passa, dice. 

A Mariupol “un teatro è stato colpito da un missile, come probabilmente avete saputo. C’erano 1.200 bambini e donne là dentro. Intorno a questo teatro era scritto che c’erano bambini dentro, con lettere grandi, visibili dall’alto: il pilota dell’aeroplano che ha sganciato la bomba poteva leggerle. E malgrado ciò, questo mostro ha bombardato il teatro”, ha detto ancora. 

“A Mariupol – continua – i russi stanno conducendo un vero genocidio contro gli ucraini. In quella città vivevano 400mila persone: sono senza acqua e senza elettricità. I convogli che sono organizzati sono costantemente bloccati e bombardati. Secondo la dichiarazione delle autorità locali, si stimano ventimila vittime civili. E’ un numero orribile, che sale costantemente”, accusa. 

“Chiedo che venga riconosciuto che Vladimir Putin è un criminale di guerra”, chiede il ministro. In Ucraina, continua, “vengono rapite e uccise intere famiglie; sindaci vengono rapiti e uccisi. Uccidono preti e rapiscono giornalisti. In tre settimane sono state distrutti 400 scuole, 110 ospedali e oltre un migliaio di edifici residenziali”. “Oltre 100 ucraini sono sepolti sotto le macerie: le operazioni di soccorso sono fatte sotto le bombe. Se guardate la mappa potete vedere Volnovacha (nell’Oblast di Donetsk, ndr), ma non c’è un solo edificio ancora in piedi là”, conclude.
 

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