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Blockchaine, le imprese chiedono poche regole chiare

(Adnkronos) –
L’Abie riorganizza la propria attività dopo i due anni di pandemia e disegna un nuovo perimetro ed un piano di azione chiedendo “poche regole ma chiare” per il settore. La nuova rotta è stata delineata dall’associazione delle imprese della blockchaine, socio federato di Confindustria Digitale, dopo avere deliberato nell’ultima Assemblea Generale la nuova composizione del Consiglio Direttivo che ha poi rinnovato le cariche statutarie riconfermando Giuliano Pierucci alla presidenza. “E’ necessaria la regolamentazione nel settore criptofinanziario per dare compliance al comparto” ha scandito all’Adnkronos il presidente Giuliano Pierucci commentando il percorso intrapreso da Abie il cui Consiglio Direttivo è già al lavoro ed “ha avviato un puntuale Piano d’Azione con importanti obiettivi operativi finalizzati”. Pierucci ha rilevato che “anche la tecnologia ha bisogno di poche regole chiare e che arrivino al più presto e non quando la tecnologia è passata ad un altra generazione e quando dall’Italia – per assenza di regole e standard – chi vuole lavorare in questo settore è poi va all’estero”. La criptofinanza, ha indicato inoltre il numero uno di Abie, “ha bisogno di regole e la tecnologie che sottende – necessaria e valida per l’utilizzo anche nei processi sociali – ha bisogno di standard”. Ribadendo “l’impegno massimo” del nuovo Consiglio Direttivo, Abie ha riferito così che “intende proseguire la propria attività con ancora maggiore efficacia di quanto fatto nel periodo pandemico, per essere sempre più attiva sui temi blockchain e criptofinanza” ed essere riferimento “per i cittadini, per il mondo imprenditoriale e le professioni, per le Pa e le Istituzioni”. 

E su tutto cioò sono già al lavoro le nuove cariche statutarie che vedono in campo in Abie come vicepresidenti Ninni De Santis e Paolo Cacurri e con loro Andrea G.P. Berruto, Lorenzo Comisi, Riccardo Delleani, Pino De Giovanni, Massimo Giuliano e Claudio Giordani. Il nuovo piano di azione di Abie punta in particolare “ad aiutare le varie componenti del tessuto imprenditoriale a comprendere quando e come la blockchain può portare un importante valore aggiunto nella semplificazione, gestione e certificazione dei processi e dei dati nei diversi ecosistemi quali, ad esempio, agrifood, green, energy, logistic, sostenibilità (Esg). E non solo. Il nuovo piano di Abie mira infatti a contribuire anche “alle attività di regolamentazione che i diversi organismi nazionali ed europei da più parte sono sollecitati a definire per liberare le potenzialità dei digital asset nel rispetto dei principi fondamentali (antiriciclaggio, protezione del mercato, sostenibilità ambientale)” ed “a contribuire a chiarire i ‘misunderstanding’ concettuali e le notizie non veritiere che sono spesso fatte circolare” in merito ai temi tecnici e criptofinanziari.  

“Siamo consapevoli che ci aspetta un lavoro importante e che Abie può fornire importanti contributi basati su competenza e passione” ha assicurato Pierucci. Il presidente di Abie ha indicato inoltre che “le associazioni, e in primis Abie, sono ricche di competenze e voglia di contribuire, bisogna mettere in campo un new deal operativo per passare dai convegni ai fatti che servono per garantire i consumatori, per facilitare le imprese e le professioni e garantire la compliance ‘ai valori’ della nostra convivenza sociale”. “Mi rendo sempre più conto – ha proseguito Pierucci- che la blockchain, come noi addetti ai lavori ripetiamo da tempo, è disruptive ma dà un contributo importantissimo nei processi anche in quelli della pubblica amministrazione” e “semplifica e certifica i processi grazie agli smart contact, si integra con il digitale già attivo e non toglie ruoli”. Anzi, “supporta in modo fondamentale i decisori, le operation industriali e le professioni” ha chiarito infine Pierucci. (di Andrena d’Aquino)  

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