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Covid Italia, salgono le reinfezioni: sono al 9,5%

(Adnkronos) – Continua a crescere la quota di italiani contagiati da Sars-CoV-2 dopo avere già superato precedenti infezioni Covid. “Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi segnalati risulta pari a 9,5%, in aumento rispetto alla settimana precedente (8,4%, dato con tempi di consolidamento maggiori rispetto ad altre informazioni)”. E’ quanto emerge dal report esteso dell’Istituto superiore di sanità sull’andamento di Covid-19. Complessivamente, si legge, “dal 24 agosto 2021 al 28 giugno 2022 sono stati segnalati 587.347 casi di reinfezione, pari a 4,0% del totale dei casi notificati”. 

L’analisi del rischio di reinfezione a partire dal 6 dicembre 2021, data considerata di riferimento per l’inizio della diffusione della variante Omicron, evidenzia un aumento del rischio relativo aggiustato di reinfezione (valori significativamente maggiori di 1) “nei soggetti con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni, rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi fra i 90 e i 210 giorni precedenti”, ricorda l’Iss. Inoltre, il rischio di reinfezione è superiore “nei soggetti non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 120 giorni, rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi; nelle fasce di età più giovani (dai 12 ai 49 anni), rispetto alle persone con prima diagnosi in età compresa fra i 50-59 anni; negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione”. 

Nell’ultima settimana sono stati segnalati in Italia 583.029 nuovi casi di persone positive a Covid, di cui 213 morti (valore che non include le persone decedute nel periodo, ma con una diagnosi antecedente al 13 giugno). E’ quanto emerge dal report esteso. Nei 7 giorni precedenti, secondo il rapporto di settimana scorsa, i casi segnalati erano stati 381.250, di cui 174 morti (esclusi i deceduti nel periodo, ma con una diagnosi antecedente al 6 giugno). I nuovi contagi settimanali sono quindi aumentati di circa 200mila. 

Dall’inizio dell’epidemia alle ore 12 del 28 giugno – certifica l’Iss – sono stati diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata Covid-19 complessivamente 18.468.678 casi, di cui 165.588 deceduti. 

“In questa fase, caratterizzata dalla circolazione di varianti” di Sars-CoV-2 “altamente trasmissibili, c’è verosimilmente stato un forte aumento della quota di persone che hanno avuto un’infezione non notificata ai sistemi di sorveglianza per motivi legati a fenomeni di sottodiagnosi o ‘autodiagnosi’. Questo potrebbe portare alla sottostima del tasso di incidenza, e quindi del rischio relativo, ed efficacia vaccinale”, precisa l’Istituto superiore di sanità. 

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