Cronaca

Pedopornografia, Renato
Crotti a processo in settembre

Andrà a processo il prossimo 8 settembre, Renato Crotti, 56 anni, il professionista cremasco arrestato lo scorso ottobre per prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico. L’udienza si è svolta davanti al gup di Brescia Angela Corvi, competente per i minori. L’imputato, attualmente rinchiuso nel carcere di Pavia, sarà processato con il rito abbreviato. In aula, come parti civili, erano presenti gli avvocati Michele Barrilà, Gianfranco Abate e Michele Apicella, legali di tre ragazzi che accusano Crotti di aver avuto con loro rapporti sessuali a pagamento. Nove in tutto le parti civili. Attualmente il 56enne sta seguendo un programma di recupero e ha chiesto di poter essere trasferito nel carcere di Bollate.

L’indagine, portata avanti dal Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Cremona, era nata dall’inchiesta relativa alla sottrazione di fondi ai danni della Onlus “Uniti per la provincia di Cremona”, che vede indagato lo stesso Crotti, ex gestore “di fatto” dell’ente benefico, per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e alla truffa.

Grazie alle testimonianze raccolte dai finanzieri nell’indagine su “Uniti”, era emerso un altro filone inerente i reati di prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico contestati a Crotti. Elementi che avevano indotto l’autorità giudiziaria di Brescia a disporre approfondimenti e analisi dei dispositivi elettronici sequestrati.

A far nascere sospetti agli inquirenti erano state le dichiarazioni rese nel luglio del 2020 da un testimone nell’ambito dell’indagine sui fondi sottratti alla Onlus. L’uomo, titolare di un’attività, aveva riferito di situazioni con Crotti che lo mettevano a disagio: in particolare, aveva raccontato di aver ricevuto proposte di natura sessuale che sarebbero state rivolte non solo a lui, ma anche ai suoi collaboratori e agli avventori del bar che Crotti frequentava.

Lo scenario era stato confermato da ulteriori testimonianze nelle quali i soggetti ascoltati avevano affermato di aver ricevuto soldi non solo dalla Onlus, ma anche dallo stesso Crotti per realizzare le proprie fantasie sessuali. In particolare, una delle persone ascoltate aveva riferito di aver già ricevuto in passato, quando era ancora minorenne, proposte sessuali da parte del professionista.

Il controllo dei dati sul telefonino del 56enne cremasco aveva così consentito la ricostruzione di una fitta rete di contatti tra Crotti e una molteplicità di persone, la maggior parte delle quali di 16 anni, con le quali, oltre allo scambio di materiale pornografico, sarebbero stati consumati anche atti sessuali.

Sara Pizzorni

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