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Crisi governo, Bruxelles tifa Draghi: “Arrivi a fine legislatura”

(Adnkronos) – La crisi di governo scoppiata a Roma piomba a Bruxelles in un Quartiere Europeo semivuoto, con il Parlamento prossimo alla pausa estiva e le altre istituzioni che iniziano ad andare in ferie. Il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni riassume efficacemente il ‘mood’ prevalente a livello Ue davanti al terremoto politico romano e parla, ancora prima che Mario Draghi presenti le dimissioni al capo dello Stato, di “preoccupato stupore”.  

Stupore perché la guerra in Ucraina continua senza requie e si fa sentire sempre di più sull’economia europea (proprio ieri la Commissione ha tagliato le stime di crescita per il 2023 e alzato le previsioni relative all’inflazione), si profila un autunno molto complicato e, dunque, occorrerebbero “coesione” a livello nazionale e “solidarietà” a livello europeo.  

Solidarietà che l’Ue ha dato all’Italia appena due anni fa, quando Giuseppe Conte era presidente del Consiglio, con le centinaia di miliardi, tra trasferimenti e prestiti, di Next Generation Eu, piano per la ripresa post-Covid e per la transizione verde e digitale, di cui il nostro Paese è il principale beneficiario. Se Gentiloni è preoccupato, a queste latitudini non è affatto solo. Markus Ferber, plenipotenziario del Ppe nella centrale commissione Econ del Parlamento Europeo, bavarese della Csu, non le manda a dire: vedere Draghi, un fattore “fondamentale” per la stabilità del governo italiano, andare via è “una vergogna”, dichiara.  

Per Ferber, questo è “il momento peggiore” per avere una crisi di governo in Italia e “tutti gli attori politici farebbero bene a risolvere questa situazione il più rapidamente possibile”. Altrimenti, avverte, “l’Italia potrebbe ritrovarsi presto in guai ben peggiori, che potrebbero rendere nervosi i mercati finanziari”. Un assaggio di quello che potrebbe succedere lo si è avuto ieri, quando piazza Affari ha lasciato sul parterre oltre il 3,4%. Oggi rimbalza, ma lo spread Btp-Bund resta a livelli elevati, sopra 220 punti: il decennale italiano paga il 3,38%, contro l’1,16% di quello tedesco. E la Bce si appresta ad alzare i tassi di interesse.  

Per il capogruppo del Ppe Manfred Weber, “di fronte alla recessione economica e alle continue sfide della guerra russa in Ucraina, l’Europa ha bisogno di un governo stabile a Roma. Disertando il governo Draghi, gli estremisti 5 Stelle non solo peggiorano le prospettive economiche dell’Italia, ma anche dell’Europa. Irresponsabile e incomprensibile”.  

Ed Elmar Brok, già presidente della commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, della Cdu tedesca, chiarisce che il governo italiano, “dopo aver ottenuto questo ammontare di denaro dalla solidarietà europea” con Next Generation Eu, “dovrebbe anche distribuirlo in modo responsabile. E questi soldi non dovrebbero diventare lo strumento di gruppi radicali”. Oltretutto, con la situazione difficile che si profila in autunno, la stabilità è nell’interesse “dell’Europa e dell’Italia”. Quindi, “spero molto che Mario Draghi possa concludere la legislatura”. E nella Cdu, sottolinea, “non ho ancora incontrato nessuno che non condivida questa speranza”. 

Le posizioni non cambiano molto se dal Ppe ci si sposta verso gli altri partner della maggioranza che governa l’Aula di Strasburgo. La presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) nel Parlamento Europeo, la spagnola Iratxe Garcìa Perez, segue “con preoccupazione” le notizie sulla crisi del governo guidato da Draghi. “In questo momento – dichiara – con la guerra in Ucraina, l’aumento dei prezzi e il difficile contesto geopolitico l’Italia ha bisogno di stabilità. E l’Unione Europea ha bisogno di un governo forte ed europeista in Italia”.  

Per il capogruppo dei Liberali di Renew Europe, il francese Stéphane Séjourné, l’Europa “ha bisogno di un governo italiano forte e stabile. Sosteniamo gli sforzi dei partiti della nostra famiglia politica per trovare una soluzione che riconfermi il governo Draghi. Il periodo difficile che abbiamo davanti in Europa richiede ad ogni forza politica nazionale, qualunque sia la sua situazione, di essere responsabile. La priorità dev’essere la protezione dei nostri cittadini, non gli interessi di parte”.  

Fuori dalla maggioranza, il copresidente dei Verdi Philippe Lamberts ritiene che tenere elezioni anticipate in Italia non sia affatto “una buona idea”. La legislatura dovrebbe essere portata “a termine” e Draghi dovrebbe fare in modo che “tutte le componenti” della maggioranza siano “contente” di farne parte, anche perché è interesse dell’Ue che ci sia “stabilità” politica in Italia. Spinge per il voto, invece, il copresidente del gruppo Ecr Raffaele Fitto, di Fratelli d’Italia: nell’attuale “scenario di crisi, come più volte ribadito da Giorgia Meloni, l’Italia – dice – ha bisogno di un governo forte e di una maggioranza legittimata dal voto dei cittadini”. 

Alla Commissione restano piuttosto prudenti, perché per prassi al Berlaymont non si commentano gli sviluppi di politica interna nei Paesi membri. Ma, pur nella cautela istituzionale, portavoce e commissari fanno chiaramente capire qual è l’umore. Dopo il portavoce capo Eric Mamer, che ha ricordato le eccellenti relazioni di lavoro tra Draghi e von der Leyen, è la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager a sottolineare oggi la “collaborazione fortissima” avuta con i ministri dell’attuale governo sui vari dossier.  

Il portavoce per gli Affari Esteri, Peter Stano, si spinge fino ad inserire in una risposta sull’Italia considerazioni sui tentativi della Russia di destabilizzare l’Ue e i suoi Stati membri utilizzando “politici”. Naturalmente precisa subito di parlare in generale e di non voler fare alcun riferimento a casi specifici. Ma il solo fatto che un portavoce della Commissione si avventuri su un terreno così scivoloso è un’ulteriore spia, se ce ne fosse bisogno, di quanto poco sia stata gradita a Bruxelles la mossa del Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte. Anche perché, per via della guerra in Ucraina, i governi europei dovranno probabilmente fare scelte molto “difficili” in autunno sul fronte dei risparmi energetici, come ricorda il senior fellow di Bruegel Simone Tagliapietra.  

Per una crisi di governo, questo è il momento “peggiore possibile immaginabile”, anche perché rischiamo di trovarci senza il timoniere in mezzo ad una tempesta. E Draghi, come ha sottolineato l’eurodeputato socialista belga Marc Tarabella, è una “garanzia” per l’Ue, “l’uomo del momento”. Da una Bruxelles mezza vuota prima di un weekend di ‘canicule’, con i belgi che migrano in massa verso le dune di Knokke-Heist sul Mare del Nord, l’Ue guarda alle evoluzioni della politica romana con il fiato sospeso. E spera tanto che la tempesta rientri. 

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