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Elezioni 2022, Meloni: “Fiducia in Berlusconi e Salvini, non c’è tempo per scaramucce”

(Adnkronos) – “Per quanto riguarda Salvini e Berlusconi mi sento assolutamente ottimista, credo assolutamente che non ci saranno problemi. Ci può essere adesso qualche piccola polemica, ma siamo in campagna elettorale, è normale che ciascun partito cerchi di segnalare la sua diversità anche rispetto agli alleati, in una cornice però nella quale sappiamo che sulle grandi materie siamo tutti d’accordo, che è quello che fa la differenza tra noi e il campo avverso”. Lo ha affermato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, intervistata alla festa nazionale della Confederazione Aepi dal direttore dell’Adnkronos Gian Marco Chiocci.  

“Sia Berlusconi che Salvini, che sono persone che la politica la conoscono bene, che amano questa Nazione, credo si rendano conto -ha aggiunto la leader di Fdi- che se ci fosse un Governo di centrodestra noi avremmo una situazione molto complessa da gestire e anche pochi amici per gestirla, quindi non credo che ci si potrebbe dedicare a scaramucce tra di noi. Su questo sono lucida io e sono certa siano lucidi anche loro”.  

“Ovviamente – continua Meloni – se ci arriviamo noi il governo sarà politico, non fosse altro perché c’è una maggioranza chiara, un programma chiaro, una visione chiara. Ci sarà un presidente del Consiglio speriamo espressione della politica, ci saranno ministri politici. Poi io voglio il meglio per questa Nazione, noi siamo in una fase in cui non possiamo permetterci di immaginare una squadra di governo debole. Abbiamo una situazione nella quale dobbiamo produrre il meglio che questa nazione offra, per cui se ci saranno competenze, persone che magari hanno fatto un percorso meno politico del nostro ma che sono le migliori per realizzare quella visione politica, non ho problemi e non mi faccio preclusioni di alcun genere”.  

“Credo che Fratelli d’Italia e il centrodestra – rivendica la leader di Fdi- abbiano una classe dirigente perfettamente adeguata, credo che in alcuni casi si possono sicuramente valutare personalità nel campo dei conservatori che non sono state elette. Questo lo valuteremo in un secondo momento sulla base dei risultati elettorali. Dobbiamo trovare qualcosa di diverso rispetto a Toninelli…”.  

“Sono dieci anni che dico mai con il Pd, mi fanno molto sorridere queste ricostruzioni per cui Fratelli d’Italia starebbe lavorando in segreto ad un governo con il Pd. Qui si parte dal presupposto che comunque vadano le elezioni il Pd deve governare, lo vogliamo mettere in Costituzione che il Pd deve stare al governo?”, ha poi continuato Meloni, aggiungendo: “Mi fa sorridere Calenda che dice se si vota il centrodestra si vota la Meloni se si vota per noi si vota Draghi: ma con quale maggioranza? Quindi Calenda ci sta dicendo che lui sta facendo la campagna elettorale contro il Pd e contro il Movimento 5 stelle e poi si rimetterebbe con il Pd e con il Movimento 5 stelle? Perché i numeri questo dicono, per cui bisogna essere chiari, perché questi sono giochetti che abbiamo già visto, diteci con quale maggioranza vi rimettereste insieme, il Pd, i Cinquestelle, con chi sono disposti a governare”. 

E ancora: “Un giorno sono draghiana, il giorno dopo sono fascista. Sono ricostruzioni fantasiose, tutti sanno chi siamo. Semplicemente Fratelli d’Italia e la sottoscritta sono molto diversi da come sono stati raccontati e da come vengono etichettati ogni giorno”.  

Rispetto alle minacce firmate anche Brigate Rosse “io storicamente non ho paura di niente, però sono francamente abbastanza innervosita, basita, di fronte alla irresponsabilità della classe dirigente di sinistra in questa campagna elettorale. Sono scioccata dal fatto che, mentre io per esempio sono stata linciata per mesi per aver alzato troppo la voce durante un comizio, qualche giorno fa il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, abbia detto durante un convegno, mentre Letta lo applaudiva convinto, che noi, indipendentemente da come finiranno le elezioni, dobbiamo sputare sangue, che la Puglia sarà la Stalingrado d’Italia”, ha commentato Meloni. 

“Quando ho chiesto a Enrico Letta di prendere le distanze da queste parole- ha aggiunto la leader di Fdi- ha ritenuto di non farlo, quando è stato chiesto a Michele Emiliano, forse ha esagerato, ha detto di no. Si immagina cosa sarebbe accaduto se io avessi usato un’espressione del genere? Se gli italiani lo vorranno sta per finire l’Italia nella quale la sinistra ha più diritti degli altri; la stagione nella quale se sei di sinistra, se ha la tessera del Pd pensi di avere più occasioni degli altri”.  

“Io voglio un’Italia nella quale tutti abbiano le stesse occasioni e gli stessi diritti e sono convinta che il nervosismo della sinistra dipenda esattamente da questo, dall’ipotesi che stia finendo il loro sistema di potere, per cui non sono preoccupata da quello che accadrà nei prossimi giorni, ma sono sicuramente abbastanza dispiaciuta – ha concluso – del fatto che la sinistra italiana abbia scelto in questa campagna elettorale di diventare un partito estremista”. 

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