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Ucraina, 007 Kiev: “Ponte Crimea è simbolo Russia e sarà distrutto”

(Adnkronos) – “Il ponte di Crimea è un simbolo russo e, in quanto tale, sarà distrutto. Quando la Crimea tornerà all’Ucraina, questo ponte cesserà di esistere. Nessuno ne ha davvero bisogno”. Lo ha detto il capo dell’intelligence ucraina Kyrylo Budanov alla Pravda ucraina. “Posso solo dire che il ponte di Crimea è stato gravemente danneggiato. Questo ponte è uno dei simboli del mondo russo – ha aggiunto – E anche l’incrociatore ‘Mosca’ è andato a fondo. Sono tutti segnali che indicano che questo regime è alla fine”.’  

Droni Iran – Secondo quanto si legge nell’ultimo aggiornamento di intelligence del ministero della Difesa di Londra, la Russia “continua a usare droni iraniani contro obiettivi in tutta l’Ucraina” e “ha sempre più successo l’impegno ucraino per abbattere i droni Shahed-136”. Il bollettino cita “fonti ufficiali”, compreso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che “affermano che l’85% degli attacchi viene intercettato”. Secondo la valutazione, “è probabile che la Russia stia impiegando un numero elevato di droni iraniani Shahed-136 per penetrare la sempre più efficace difesa aerea ucraina” e “probabilmente li sta utilizzando in sostituzione delle armi di precisione a lungo raggio che scarseggiano sempre più”. 

“Morti 67.940 soldati Russia”- Ammonterebbero a 67.940 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 67.940 uomini, 2.590 carri armati, 5.295 mezzi corazzati, 1.673 sistemi d’artiglieria, 375 lanciarazzi multipli, 189 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 270 aerei, 245 elicotteri, 4.044 autoveicoli, 16 unità navali e 1.370 droni. 

Zaporizhzhia – Intanto, il viceministro degli Esteri russo Serguei Riabkov ha dichiarato l’impossibilità di creare una zona smilitarizzata nella centrale nucleare di Zaporizhzhia. “Gli accordi sulla smilitarizzazione sono in linea di principio impossibili: possiamo solo proteggere la centrale e garantirne la sicurezza”, ha spiegato al quotidiano russo Izvestia il viceministro russo, secondo cui l’idea di una zona smilitarizzata proposta dall’Occidente, misura che implicherebbe il ritiro dei militari russi dalla stazione, non preclude la creazione di una zona di sicurezza. “La zona di protezione è diversa e sono in discussione le linee generali”, ha affermato Riabkov, sottolineando che Mosca è in “stretto contatto” con il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi: “il lavoro con l’Aiea continua, gli specialisti dell’agenzia sono nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, e questa è una manifestazione molto concreta della nostra responsabilità costruttiva”. 

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