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Pensioni, Inps: “Assegni più ricchi al Nord”

(Adnkronos) –
Pensioni e pensionati con assegni più alti al Nord, rispetto al resto d’Italia, con assegni più ricchi e importi medi di 7,2 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale ricalcando così il primato del reddito pro capite più elevato, riconosciuto sempre al Nord (+4,8% rispetto alla media nazionale), seguito dal Centro (+4,3%), mentre nel Mezzogiorno si rilevano valori al di sotto della media nazionale. E’ l’osservatorio Inps a fornire i dati al 31 dicembre 2021. 

Il 78% delle pensioni, si legge ancora, è di tipo Ivs (invalidità, vecchiaia, superstiti), mentre le assistenziali (invalidità civili, assegni e pensioni sociali, pensioni di guerra) costituiscono il 19% del totale; il rimanente 3% circa è rappresentato dalle prestazioni di tipo indennitario, costituite dalle rendite Inail. Il gruppo più numeroso di pensionati è quello dei titolari di pensioni di vecchiaia: sono 11.263.961, di cui 3.131.469 (il 28%) sono anche titolari di trattamenti di altro tipo.  

I pensionati di invalidità previdenziale sono circa un milione, il 49% dei quali cumula pensioni di tipo diverso. I titolari di pensioni ai superstiti invece sono 4.276.943; circa un terzo (il 33%) percepisce solo pensioni ai superstiti, mentre il restante 67% percepisce anche pensioni di altro tipo. I beneficiari di prestazioni assistenziali infine sono circa 3,7 milioni; il 50% è titolare anche di prestazioni diverse da quelle assistenziali. Sono principalmente i beneficiari di indennità di accompagnamento che percepiscono anche pensioni di tipo previdenziale.Ci sono poi 650.799 titolari di rendite di tipo indennitario, di cui la grande maggioranza (il 72%) cumula tale prestazione con altri tipi di prestazione previdenziale e/o assistenziale. 

I beneficiari di prestazioni pensionistiche nel 2021 sono 16.098.748 (+3,6% rispetto al 2020), con una media di 1,4 pensioni a testa, anche di diverso tipo: il 68% percepisce una sola prestazione, mentre il 32% ne percepisce due o più; in particolare, il 24% dei beneficiari percepisce due prestazioni, il 75% tre e l’1% quattro o più, fa sapere ancora l’Inps aggiornando i dato del suo osservatorio. Quanto alle prestazioni vigenti, sempre al dicembre scorso, sono 22.758.797 (+0,2% rispetto al 2020), per un ammontare complessivo annuo di 313.003 milioni di euro (+1,7% rispetto al 2020).  

E le donne rappresentano la quota maggioritaria sul totale dei pensionati (il 52%), ma gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici: l’importo medio dei redditi percepiti dalle donne è infatti inferiore rispetto a quello degli uomini del 27% (16.501 contro 22.598 euro). Analizzando la distribuzione dei pensionati per classe di età, di ampiezza quinquennale tra i 65 e i 79 anni, l’Inps osserva che la classe più numerosa, sia per i maschi che per le femmine, è quella degli ultraottantenni. La classe dove si riscontra l’importo medio più elevato è, per entrambi i sessi, quella tra 65 e 69 anni.  

 

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