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Gina Lollobrigida, l’attrice per caso che da ragazza sognava di dipingere e scolpire

(Adnkronos) – Se non avesse fatto l’attrice, Gina Lollobrigida da ragazza sognava di fare l’artista. Una passione che ha sempre coltivato anche quando era già una star, prima dedicandosi alla fotografia e poi alla scultura. La sua carriera cinematografica iniziò per caso, quando i talent scout cercavano possibili attori tra la gente per strada. Fu fermata, infatti, un giorno davanti all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove, vincitrice di una borsa di studio, studiava pittura e scultura. Fu Vittorio De Sica, certo delle potenzialità artistiche di Gina, a convincerla a puntare sul cinema. 

Molto versatile nell’arte figurativa Lollobrigida ha prodotto un’impressionante documentazione fotografica sui molteplici aspetti della vita umana mostrando un costante interesse verso l’infanzia. Ha pubblicato 8 volumi di fotografie e ha diretto tre documentari, uno su Fidel Castro nel 1974, uno su Indira Gandhi nel 1976 ed uno sulle Filippine di 2 ore in 35 mm. 

Nel 1980 le sue foto furono esposte al Museo Camevalet di Parigi dove fu insignita della medaglia d’oro della città. In quell’occasione il quotidiano “Le Monde” scrisse delle sue opere fotografiche: “Ha l’occhio di un Cartier Bresson, ha talento, è piena di energia e le sue foto hanno una forza sconvolgente. E’ veramente una grande artista”. 

La Diva ha frequentato artisti come Francesco Messina, Giacomo Manzù, Ilia Glazunov, Giorgio De Chirico, Salvador Dalì, Jacob Epstein. Quando le chiedevano di posare per loro, lei, lusingata, accettava, ma osservava con attenzione il loro lavoro, cercando di carpire il segreto del loro talento e della loro arte. Ha continuato a fare di tanto in tanto qualche scultura e, proprio osservando Giacomo Manzù che la ritraeva, decise di riprendere in maniera definitiva a scolpire: “È lui che mi ha comunicato l’umiltà e la passione indispensabili per scolpire”, raccontò l’attrice. Dal 1990 ha ripreso in pieno la sua attività di scultrice, che aveva trascurato per il cinema. Ha modellato più di sessanta sculture, di cui alcune in marmo. 

Nel 1992 Lollobrigida ha rappresentato l’Italia all’Expo di Siviglia con la scultura “Vivere insieme”, una grande aquila cavalcata da un bimbo felice: un’immagine surreale dell’armonia fra uomini e natura. Il presidente francese François Mitterrand si complimentò con lei per quest’opera e la insignì della Legion d’Onore per le sue doti artistiche, definendola “artista di valore”. Nel 1996 è diventata Accademica Onoraria dell’antica Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, terza donna a ricevere quest’onore dopo l’astronoma Margherita Hack ed il Premio Nobel per la Medicina Rita Levi Montalcini. 

Nel 2003 ha tenuto la prima grande esposizione delle sue opere al Museo Puskin di Mosca, conclusasi con l’incontro, nella residenza Novo Ogarev, con il presidente russo Vladimir Putin che si è complimentato con l’artista. Sempre nello stesso anno le sculture di Gina sono state esposte al Lido di Venezia per ‘Open 2003 Arte e Cinema’ e quindi al Museo de la Monnaie di Parigi dove sono rimaste fino al 2004. Per il grande successo di critica e di pubblico il ministro della Cultura francese Jean ]acques Aillagon ha conferito a Gina Lollobrigida il titolo di ‘Commandeur de l’Ordre des arts e des lettres’. 

Nel 2007 la Repubblica di San Marino effettua, per la prima volta, un’emissione mondiale di quattro francobolli, tutti ritraenti l’attrice, per onorare e riconoscere il valore del lavoro artistico prodotto nella sua vita in campo cinematografico, fotografico, scultoreo e nell’impegno umanitario come ambasciatrice della Fao.  

Gina Lollobrigida dagli anni ’90 ha creato la propria arte soprattutto nell’atelier di Pietrasanta, in Versilia, di cui era cittadina onoraria. Nel 2008 il complesso di Sant’Agostino e la centrale piazza Duomo di Pietrasanta hanno ospitato il ricco itinerario d’arte di Gina Lollobrigida, attraverso l’esposizione di marmi, bronzi e fotografie. In occasione della mostra uscì il volume “Vissi d’arte”, pubblicato da Federico Motta Editore, con presentazione di Philippe Daverio, che raccoglie le opere della celebre attrice. 

(di Paolo Martini) 

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