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Greco: “Accanto agli inquirenti per estirpare il cancro mafioso”

(Adnkronos) – “L’avvocatura è al fianco degli inquirenti per affermare sempre di più i valori di legalità, per estirpare il cancro mafioso”. E’ quanto dice l’avvocato Dario Greco nella sua prima intervista, rilasciata all’Adnkronos, da Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo. Greco è stato eletto oggi pomeriggio. I due vice sono Luciano Termini e Giuseppe Siino. “Ieri mattina sono andato al Palazzo di giustizia solo per complimentarmi con i Carabinieri, tutti i Carabinieri che lavorano in Tribunale, e ho voluto stringere la mano ad ognuno di loro ringraziandoli. E oggi, come primo gesto da Presidente, ho firmato una nota di ringraziamento al Comandante della Legione Sicilia dei Carabinieri, generale Rosario Castello. Ho voluto ringraziare l’Arma a nome dell’Avvocatura per questo immenso regalo che ci hanno fatto. E ieri ho voluto ringraziare personalmente anche il Procuratore Maurizio de Lucia e i vertici del Tribunale. Hanno fatto un grande regalo alla nostra terra che va al di là del peso criminale di Matteo Messina Denaro”. Poi, Greco aggiunge: “La cosa che mi ha fatto più impressione è stato vedere che ieri sera a Castelvetrano hanno festeggiato in piazza e che alla clinica Maddalena hanno applaudito. Insomma c’è davvero voglia di riscatto dei siciliani onesti”.  

Un pensiero lo ha voluto dedicare anche a Biagio Conte, il missionario laico morto nei giorni scorsi e di cui si sono svolti oggi i funerali in una Cattedrale gremita. “Oggi prima di iniziare il Consiglio abbiamo osservato un minuto di silenzio, e anche il giorno delle elezioni quando c’erano 300 persone in fila. Un minuto di silenzio per questo eroe civile palermitano che è stato Biagio Conte”. “Il suo primo miracolo – dice – è stato l’arresto di Messina Denaro…”. 

Ma quale sarà il primo atto da Presidente di Dario Greco? “Ci stiamo preparando per l’inaugurazione dell’anno giudiziario – dice – Abbiamo già parlato con i consiglieri. Parleremo della riforma Cartabia, una doppia riforma che sta dimostrando come stia facendo acqua da tutte le parti. Chiederemo al governo che quando si mette mano alla giustizia non ci si affidi solamente all’Accademia e ai professori universitari, che non hanno mai messo piede in un corridoio di tribunale, ma che ci si affidi a chi ci lavora: magistrati e avvocati. Mentre per queste due riforme le commissioni apposite erano formate solo da professori universitari e qualche magistrato. Gli avvocati erano totalmente assenti. Ci si accorge che questa riforma fa acqua da tutte le parti. Chiederemo, dunque, di intervenire sulle due riforme, che non accelerano i tempi della Giustizia ma che creano solo danno nelle aule di giustizia”.  

Un altro obiettivo del neo Presidente del Coa di Palermo è quello di “internazionalizzare” l’Avvocatura palermitana. “Lo abbiamo già detto varie volte – dice – intendiamo continuare con i protocolli e gli ordini forensi per costituire delle borse di studio per i giovani avvocati e fare una sorta di Erasmus dei giovani legali che potranno fare una esperienza all’estero per acquisire nuove competenze”.  

E conclude: “Oggi l’avvocato non deve rimanere all’interno del recinto del Palazzo di giustizia, deve accompagnare le imprese”. (di Elvira Terranova)  

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