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Pensioni 2023, giovedì si apre cantiere: per Calderone prima bozza in 5 mesi

(Adnkronos) – Conto alla rovescia per l’avvio del tavolo di confronto su una delle riforme più attese nel Paese, quella sulle pensioni con cui mandare definitivamente in soffitta la legge Fornero. La convocazione per sindacati e imprese, formalizzata oggi, è per giovedì prossimo, 19 gennaio, dal Ministro del Lavoro, Marina Calderone. I leader di Cgil Cisl e Uil porteranno al tavolo una piattaforma unitaria con cui disegnare un sistema di pensionamento flessibile che fissi un’età d’accesso alla pensione intorno a 62 anni. 

Ma la strada, come insegnano gli insuccessi degli ultimi 10 anni su una modifica che appare impossibile, sarà lunga e tortuosa. Quello che è certo, e che ha ribadito ancora oggi la stessa Calderone, è che il governo ha “la consapevolezza di dover mettere fine a quella stagione non più breve, di interventi fatti ogni anno, per evitare lo scalone Fornero e individuare forme di uscita anticipata”, ha spiegato alla Commissione del Senato ribadendo la necessità, per questo, di impostare un ragionamento a favore “di una riforma di sistema incentrata sulla flessibilità”. Nessuna volontà “di non dare risposte”, ha aggiunto per spegnere subito eventuali polemiche politiche. Anzi, “c’è tanta volontà di ascolto per individuare le risposte che verranno sollecitate”, prosegue. E assicura un piano di lavoro veloce. 

“Il tavolo sulle pensioni andrà avanti spedito e la prima bozza potrebbe vedere la luce entro i primi 5 mesi dell’anno”, ha aggiunto. L’obiettivo del governo, infatti, come spiegato anche nella convocazione arrivata a Cgil Cisl Uil e Ugl oltre che a Confindustria e a tutte le altre associazioni datoriali, è quello “di avviare un percorso articolato di analisi e confronto” per valutare l’impatto economico e sociale di possibili soluzioni “di natura strutturale”. Non solo. Al centro del tavolo anche una “attenta razionalizzazione degli attuali strumenti di prepensionamento” e il rilancio della previdenza integrativa. Sarà questo comunque, annota ancora il dicastero del Lavoro il primo di una serie di tavoli tecnici e non solo: l’incontro servirà infatti anche ad articolare un calendario ad hoc sui temi specifici oggetti dei successivi incontri.
 

Pronti al confronto i sindacati. “La prima cosa è capire se il governo davvero vorrà affrontare una riforma complessiva con cui superare la legge Fornero”, dice conversando con l’Adnkronos il segretario confederale Cgil Christian Ferrari che si attende che “il governo volti pagina” e dia “un segno evidente di discontinuità con le scelte sbagliate sulla previdenza effettuate con l’ultima legge di bilancio “. In una parola continua Ferrari, “deve essere chiara, ed è questo che ci dirà se siamo sulla buona strada o meno, la volontà politica di invertire la tendenza visibile con l’ultima finanziaria e affrontare una discussione seria”. Attesa per una interlocuzione positiva anche dalla Uil che si aspetta che il governo definisca un pacchetto di provvedimenti entro il prossimo maggio su un nuovo sistema previdenziale “stabile ed efficace”, sintetizza il segretario confederale Domenico Proietti. 

In particolare, annota ancora la Uil, “occorre definire un’età d’accesso alla pensione intorno a 62 anni, come avviene nel resto della Ue e pensare oggi alle pensioni di domani dei giovani, che a causa della precarietà di questi anni presentano buchi di contribuzione rilevanti che vanno colmati. È necessario inoltre riconoscere alle donne un anno di anticipo pensionistico per ogni figlio, valorizzare ai fini della contribuzione il lavoro di cura svolto all’interno delle famiglie e rendere strutturale opzione donna nella sua versione originaria. Bisogna anche ripristinare la piena rivalutazione delle pensioni in essere colpite da più di 10 anni di blocco della perequazione, recuperando una parte del montante perso e riaccendere i riflettori sui fondi pensione integrativi con un rafforzamento della fiscalità incentivante e un nuovo semestre di silenzio assenso”, conclude. (di Alessandra Testorio) 

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