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Messina Denaro, La Russa: “Vittoria dello Stato ma non abbassare la guardia”

(Adnkronos) – “Non si può mai considerare battuta la mafia”, l’arresto di Matteo Messina Denaro “è una vittoria dello Stato, un successo clamoroso ma non è la chiusura di un cerchio, non si può abbassare la guardia”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a Controcorrente su Rete4.  

“I latitanti di mafia – sottolinea La Russa – si nascondono nel loro ambiente, possono nuotare solo nella loro acqua dove hanno coperture, amicizie, omertà. Ha detto bene Giorgia Meloni a dire che adesso dobbiamo individuare chi ha reso possibile una così lunga latitanza. Anche per dare un segnale perché per troppo tempo si sono create cinture di complicità attorno a latitanti di mafia”.  

La Russa rigetta quindi qualunque ipotesi che ci sia stata una trattativa per la cattura del boss. “Dov’è la trattativa? Qualcuno anziché essere felice di questo successo dello Stato cerca di sminuirlo. Anche il solo pensare” che ci sia stata una trattativa “è magari il tentativo di certi professionisti dell’antimafia che rischiano di rimanere con meno lavoro”.  

Intercettazioni – Quanto al ruolo delle intercettazioni, La Russa sottolinea come “oggi c’è stato un applauso compatto a Nordio di tutto il centrodestra e di buona parte dell’opposizione, a partire dai 5 Stelle. Io sono contento che Nordio abbia detto che le intercettazioni” sulle indagini di mafia “sono assolutamente necessarie”. 

Caro carburanti – Parlando invece del caro carburante e della scelta del governo Meloni di non prolungare il taglio delle accise, ribadisce come le risorse “sono state dirottate ad aiutare i più deboli. Io credo – afferma – che gli italiani non si lasciano troppo turbare”.  

Presidenza del Senato – Quanto al suo ruolo istituzionale e alle sue prese di posizione politica, La Russa ricorda che “il presidente Grasso ha fondato Liberi e Eguali da presidente del Senato. Bertinotti è stato anche presidente del partito della Sinistra europea mentre era presidente della Camera. E poi c’è anche il mio amico Gianfranco Fini che da presidente della Camera fondò il suo partito… E allora quale è il problema di La Russa? Gli brucia che uno di destra è presidente del Senato? Se gli brucia, spengano questo fuoco…. Io non faccio quello che ho sempre fatto, ma chi vuole azzerare la mia attività politica – ribadisce la seconda carica dello Stato – si sbaglia, non mi lascio intimorire. Non è perché sono di destra devo essere trattato come un figlio di un dio minore”.  

 

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