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Oliva (Anmco): “In Italia 40% morti per problemi cardiovascolari, prevenzione è tutto “

(Adnkronos) – “Le malattie cardiovascolari, nonostante il percorso fatto negli ultimi decenni, costituiscono ancora la principale causa di morte in Italia: oltre il 40 per cento dei decessi sono dovuti a problemi cardiovascolari. La prevenzione primaria e secondaria è fondamentale”. Così Fabrizio Oliva direttore della Struttura Complessa Cardiologia dell’Ospedale Niguarda di Milano e presidente designato dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) nel suo intervento di presentazione dei Numeri verdi di pubblica utilità attribuiti alla Società Italiana di Nefrologia (Sin), Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco) e la Società Oftalmologica Italiana (Soi), accreditate presso il ministero della Salute e affiliate alla Federazione delle società medico scientifiche italiane (Fism). 

Un’iniziativa lanciata oggi all’Auditorium del ministero della Salute in vista delle quattro giornate di salute pubblica che si celebrano in questo mese e che riguardano il 9 il rene, il 14 il cuore, il 22 l’oftalmologia e il 28 l’endometriosi.  

“Se nell’ambito acuto abbiamo ridotto in maniera importante la mortalità – evidenzia Oliva – ora bisogna andare sul paziente che ha già avuto eventi e sul quale bisogna agire con presidi farmacologici e non, che abbiamo a disposizione. Purtroppo, molti pazienti continuano a non essere a target per fattori di rischio come il colesterolo Ldl, i valori di pressione arteriosa e la sedentarietà”.  

Sull’attivazione del Numero verde 800052233 il 14 marzo, in occasione della Giornata nazionale del cuore, “dà l’opportunità al cittadino di confrontarsi, porre domande ai cardiologi dell’Associazione nazionale cardiologi ospedalieri. L’obiettivo – conclude – è offrire ai cittadini le corrette informazioni in materia cardiologica”.  

La prevenzione – sottolineano dall’Anmco – diventa ancora più determinante dopo la recente pandemia, poiché il Covid ha agito sulle patologie del cuore a diversi livelli: nelle persone colpite dal virus ha generato infiammazioni di miocardio e pericardio, cardiopatia ischemica, ictus cerebrale, malattie a carattere trombo-embolico; ha, inoltre, contribuito a ritardare la diagnosi, complicando la gestione e l’aspetto di prevenzione delle malattie cardiovascolari e riducendo la possibilità di ospedalizzazioni. In particolare, nei soggetti colpiti dal Covid si è riscontrato un aumento del 20-25% di tutte le malattie cardiovascolari. 

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