Cronaca

La terrorizza con un video shock
Stalking: ex fidanzato a processo

L’ha spaventata facendole vedere un video in cui era intento a caricare una pistola con dei proiettili, l’ha chiamata tutti i giorni, anche di notte e con il telefono che suonava ogni cinque minuti, persino quando lei era in caserma per sporgere denuncia contro di lui. L’ha pedinata ovunque, sia a casa che al lavoro, l’ha strattonata più volte, facendole lividi sulle braccia, e ha spedito a sua madre una lettera con insulti e frasi shock. E’ parte di quanto contestato ad un 35enne cremonese finito a processo per stalking nei confronti della ex fidanzata, che contro di lui si è costituita parte civile. L’imputato, che è sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento, è assistito dall’avvocato Vittorio Patrini. La relazione tra i due, lei barista e lui commerciante, è finita nel 2020.

L’avvocato Patrini

Contro l’ex fidanzato, la vittima ha sporto due denunce: una nel giugno del 2021, e l’altra nella primavera del 2022. Nel maggio dell’anno scorso lui l’aveva raggiunta sul posto di lavoro mostrandole il video dal suo cellulare. Un mese prima, per posta, era arrivata la lettera piena di minacce e ingiurie intestata alla mamma di lei, colpevole, secondo l’imputato, di aver convinto la figlia a lasciarlo. “Credo in una giustizia divina davanti a Dio”, aveva scritto, “lui ne terrà conto del male che lei ha fatto”, concludendo con una frase ‘velatamente intimidatoria’: “Per ora le auguro tante cose belle…”.

E poi quelle continue chiamate: “arrivavano tutti i giorni ogni cinque minuti sia sul cellulare che a casa”, ha spiegato la ragazza in aula. “Sul mio cellulare a volte appariva il suo numero, in altre c’era scritto privato. Mi ha chiamato anche quando ero dai carabinieri a denunciarlo. Tutte telefonate mute, anche la notte. Ho bloccato tutti i contatti, compresi i social. Anche lì, ingiurie e parolacce. Mi perseguitava e mi pressava affinchè tornassi con lui”.

Al giudice, la giovane ha spiegato di essere stata costretta a cambiare le sue abitudini: “Mi facevo accompagnare ovunque, perchè me lo trovavo dappertutto. Anche un mio amico che riteneva che la mia relazione con il mio ex non fosse sana, ha ricevuto telefonate di insulti”. La ragazza ha poi raccontato di essere stata anche strattonata dall’imputato. “Succedeva frequentemente. Se per lui qualcosa non andava, mi prendeva e mi strattonava. Ero piena di lividi sulle braccia”.

Si torna in aula con altri testimoni il prossimo 26 maggio.

Sara Pizzorni 

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