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Copasir, La Russa scrive al Pd su ‘caso’ Borghi: “Verificherò sue intenzioni”

(Adnkronos) – Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha inviato ieri una lettera a Francesco Boccia, in risposta a quella del 2 maggio del capogruppo Pd, sul ‘caso’ Borghi: con il passaggio del senatore a Italia Viva, i dem si trovano infatti senza un rappresentante nel Copasir, tolto il ruolo di garanzia come presidente di Lorenzo Guerini. Nella lettera La Russa spiega che “la prassi non conosce adeguamenti della composizione del comitato conseguenti alle variazioni interne ai gruppi” ma si impegna a una moral suasion nei confronti del senatore. “Posso preannunciarle la mia personale disponibilità a verificare gli intendimenti del senatore in questione”, scrive La Russa a Boccia.  

E quindi spiega: “La prassi non conosce adeguamenti della composizione del comitato conseguenti alle variazioni interne ai gruppi, se non in casi eccezionali di gravi violazioni dei requisiti previsti dalla legge istitutiva, con particolare riferimento al rapporto tra maggioranza e opposizione e alla attribuzione della presidenza”. E prosegue: “Rilevo inoltre che se si procedesse ora – a sei mesi dall’inizio della legislatura – a un ricalcolo in ossequio al principio della rappresentanza proporzionale, questo inciderebbe anche sulla rappresentanza di altri gruppi”. Di qui l’impegno di La Russa a verificare personalmente la questione con il senatore Borghi.  

Un gesto apprezzato. “Ringrazio il Presidente La Russa per aver risposto alla mia lettera. E apprezzo -sottolinea Boccia- perché l’ho verificato, il suo impegno e la sua sensibilità rispetto al problema sollevato. Dalla sua risposta si evince che non ci sono regolamenti a cui appellarsi per riequilibrare la rappresentanza dei gruppi parlamentari all’interno di organismi come il Copasir. Non ci sono regole ma ci sono solo prassi parlamentari. Prassi che sono state cambiate o addirittura stravolte come avvenuto in occasione dell’elezione dei giudici della giustizia amministrativa. Per questo motivo riteniamo sia arrivato il momento di lavorare a norme più stringenti per evitare che il transfughismo parlamentare stravolga equilibri di rappresentanza all’interno di commissioni e organismi parlamentari importanti. In tutte le sedi, a partire dalla conferenza dei capigruppo, continueremo a chiedere nuove regole in tal senso”. 

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