Cronaca

Giro illecito di conversione di
patenti estere, 29 sotto processo

Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative e falsità materiale commessa dal privato. Sono i reati contestati a 29 persone, la maggior parte albanesi e due marocchini che sei anni fa erano rimaste coinvolte in un’indagine della polizia stradale di Cremona su un giro di conversione di patenti, da estere a italiane. Secondo l’accusa, gli imputati, inducendo in errore il pubblico ufficiale della Motorizzazione Civile di Cremona, avrebbero presentato falsi certificati medici e falsi certificati di residenza, ottenendo, al termine della procedura di conversione della patente estera, il rilascio della patente di guida italiana. Un documento vero, ma rilasciato su documentazioni fasulle.

Uno dei presupposti essenziali per la conversione della patente, ad esempio, è la residenza. Chi aveva fatto domanda di conversione avrebbe dovuto risiedere in Italia da meno di un anno, e invece viveva in Italia ormai da diversi anni.

Tutto era nato da una serie di controlli di routine. Da qui i sospetti sui documenti e la lunga e complessa indagine, anche documentale, della stradale.

Personaggio chiave, per il quale si procede separatamente, sarebbe Mourad Talbi, che avrebbe avuto il ruolo di mediatore. Grazie alle sue conoscenze in materia di documenti da presentare per ottenere la patente italiana, si sarebbe proposto ai clienti proprio perchè in grado di ottenere la conversione delle patenti di guida. L’uomo avrebbe avuto all’attivo numerosissimi clienti, anche in altre province, ottenendo un ingente guadagno, anche se gli inquirenti non erano riusciti a scoprire l’esatto ammontare delle somme perchè all’epoca gli indagati non lo avevano riferito.

A suo tempo, sul caso la procura aveva chiesto l’archiviazione, in quanto, dopo aver sentito alcuni degli indagati che avevano negato di aver prodotto un certificato di residenza, aveva concluso che Talbi avesse agito in piena autonomia nel confezionamento degli atti falsi, senza informare i clienti.

Non così per il gip, che aveva rigettato la richiesta di archiviazione, ritenendo non credibile che Talbi avesse potuto agire all’insaputa del cliente di turno, che invece sarebbe stato ben consapevole di non poter ottenere la conversione della patente di guida perchè residente in Italia da più di quattro anni. I clienti avrebbero quindi consegnato al presunto mediatore i propri dati personali, ben sapendo che l’uomo sarebbe stato in grado di procacciarsi falsi certificati di residenza o medici,  necessari per ottenere la conversione della patente di guida senza esame di revisione, ovvero senza sottoporsi ai previsti esami medici.

Sarebbe stato lo stesso Talbi a gestire le pratiche, provvedendo al deposito dei documenti necessari in un’autoscuola di Cremona. Per il gip, a monte ci sarebbe stato un “patto illecito” tra i vari clienti e il presunto mediatore, che si sarebbe occupato di gestire la pratica come “delegato”, presentando, al posto del consapevole cliente, la falsa documentazione. Che gli indagati fossero consapevoli di non poter guidare in Italia proprio perchè residenti lì da tempo, era emerso anche negli interrogatori effettuati in fase di indagine.

Nel procedimento penale si entrerà nel vivo il prossimo 24 novembre. Oggi il giudice ha aggiornato l’udienza in quanto molti dei legali della difesa, provenienti dalle zone alluvionate dell’Emilia Romagna, non si sono presentati. Come ha spiegato l’avvocato Santo Maugeri, uno dei difensori cremonesi, i colleghi residenti in Emilia Romagna si sono appellati alle misure di emergenza contenute nel Decreto 61 del 2023, chiedendo ed ottenendo un rinvio.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...