Cremona e Valle Camonica, da possibili Capitali della cultura a reali simboli di resilienza
Entrambe in corsa per il titolo del 2029, entrambe duramente colpite da eventi estremi. Due territori oggi al lavoro per i devastanti danni del maltempo
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L’una, un piccolo gioiello architettonico e artistico incastonato tra le immense distese di campi della Pianura Padana. L’altra, un concentrato di storia e memorie tra i monti dell’alta Lombardia.
Cremona e la Valle Camonica sono oggi più che mai “sorelle di sventura“. Paesaggi e geografie differenti, che raccontano però la stessa cicatrice e la stessa battaglia: quella contro un clima impazzito e imprevedibile.
Un destino ironicamente beffardo, il loro: come noto, infatti, le due località sono le uniche lombarde tra le grandi papabili per accaparrarsi il titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2029”.
“Mal comune mezzo gaudio”, recitava un vecchio adagio. E i mali — in questo periodo — non sono certo mancati.
Se la Valle Camonica, intorno a metà agosto, è stata spezzata in due da una potente alluvione, Cremona sta tentando di rialzare la testa dopo una tromba d’aria mai così devastante.
Mal comune, si diceva, ma (perché no?) anche mezzo gaudio.
Questa doppia emergenza finisce infatti per accendere i riflettori sull’aspetto più autentico, vero, umano dei due dossier di candidatura: la resilienza delle loro comunità.
Mani nel fango, pale in pugno e una solidarietà immediata per salvare il salvabile e sostenere chi ha perso tutto. È la risposta di un popolo che non si arrende, capace di trasformare l’emergenza in coesione.
Due territori lontani, un’unica identità, ferita ma reattiva.
Ora i tempi stringono e la partita entra nel vivo: il 23 settembre scadono i termini per inviare ufficialmente al Ministero il dossier. Intorno a quella data dovrebbe arrivare (si spera) la conferma dello stato d’emergenza in entrambe le aree, come richiesto da Regione.
Noi, nel frattempo, proviamo a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Nel 2023 il titolo di Capitale della Cultura fu condiviso con successo da Bergamo e Brescia: chissà che il 2029 non possa riservare un’altra incoronazione di coppia per la Lombardia.