Cultura e spettacoli

Stagione d’Opera Ponchielli, il 12 settembre al via la vendita dei biglietti

La stagione prenderà il via il 2 ottobre con la rappresentazione della "Turandot" di Giacomo Puccini, diretta da Alessandro D'Agostini

Alessandro D'Agostini
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Da sabato 12 settembre al via la vendita dei biglietti per la Stagione d’Opera 26/27 del Teatro Ponchielli di Cremona. Si partirà con la distribuzione delle contromarche alle ore 9.30, seguita dall’apertura della biglietteria alle 10. Nella giornata di sabato 12 settembre la biglietteria sarà aperta con orario continuato dalle 10 alle 18 (tel. 0372. 022001/02; biglietteria@teatroponchielli.it). A partire dalle ore 18.30 sarà possibile acquistare ei biglietti online sul circuito Vivaticket.

La nuova stagione d’opera del teatro Ponchielli sarà un grande viaggio nella tradizione lirica italiana ed europea, capace di attraversare epoche, linguaggi e sensibilità diverse. Dal tardoromanticismo di Puccini al teatro musicale novecentesco di Britten, passando per Verdi, Rossini e il verismo della Giovane Scuola, il cartellone disegna un percorso che mette in relazione memoria e contemporaneità, repertorio e nuove letture sceniche.

L’apertura, il 2 e 4 ottobre, è affidata a Turandot di Giacomo Puccini, proposta nel centenario della prima rappresentazione. Un omaggio a uno dei titoli più popolari del repertorio che guarda però anche al futuro: sul podio salirà Alessandro D’Agostini, mentre la nuova produzione sarà firmata dal collettivo creativo under 35 Floret Umbra, vincitore del bando internazionale promosso da OperaLombardia, Teatro del Giglio di Lucca e Teatro Coccia di Novara per celebrare il centenario dell’opera. La regia è di Nadir Dal Grande.

Se Puccini rappresenta il punto di arrivo della grande tradizione melodrammatica italiana, il successivo appuntamento riporta invece al cuore dell’Ottocento. Il 27 e 29 novembre andrà infatti in scena Un ballo in maschera, una delle opere della piena maturità di Giuseppe Verdi, diretta da Andrea Solinas con la regia di Roberto Catalano.

Da Verdi a Rossini il passo conduce alle radici del belcanto. Il 10 e 12 dicembre sarà la volta de L’Italiana in Algeri, uno dei capolavori della giovinezza rossiniana, affidato alla direzione di Alessandro Palumbo e alla regia di Fabio Cherstich, in un titolo che continua a rappresentare una delle espressioni più brillanti e inventive dell’opera italiana.

Il percorso proseguirà poi verso la fine del secolo con il verismo. Il 22 e 24 gennaio 2027 il Teatro Fraschini presenterà una nuova produzione di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, il dittico che più di ogni altro racconta la nascita della poetica della Giovane Scuola e l’ingresso sulla scena lirica di passioni, conflitti e personaggi della vita quotidiana. La direzione musicale sarà affidata a Biagio Micciulla, la regia a Davide Marranchelli.

A chiudere idealmente questo itinerario storico e musicale sarà, il 5 e 7 febbraio 2027, Death in Venice di Benjamin Britten. Tratto dal celebre racconto di Thomas Mann, il capolavoro del compositore inglese apre la prospettiva sul Novecento europeo e su una diversa concezione del teatro musicale, più introspettiva e psicologica. Sul podio Daniel Smith, mentre la regia sarà firmata da Rodula Gaitanou.

Il cartellone operistico sarà accompagnato dal ciclo L’Opera si rivela, gli incontri domenicali che precedono ciascun titolo (ad ingresso libero) a cura di esperti d’opera e musicologi. Gli appuntamenti offriranno al pubblico l’occasione di approfondire la storia, la musica e i significati delle opere in cartellone.

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