Attenzione a non banalizzare l’appellativo “fascista”
Egregio Direttore,
dopo l’ultima dichiarazione dell’ex Presidente del Consiglio Mario Monti ho deciso di scriverLe.
Ultimamente uno degli insulti più comuni in Italia è “sei fascista”.
Con questa lettera vorrei restituire gravità alla parola fascista anziché banalizzarla, come capita oggi.
Ma sapete cosa significa davvero questa parola? Significa che rifiuti la democrazia, vuoi uno stato con un dittatore che non può essere rimosso, che non accetti il dissenso e vuoi togliere libertà agli avversari, che sostieni la violenza politica: cose pesantine? Si rifletta un attimo a chi oggi nel mondo le pratica.
Andiamo invece a vedere quali sono i motivi per cui oggi uno si becca serenamente l’appellativo di fascista. Vuoi il rispetto delle leggi e la certezza della pena? Sei fascista! Vuoi sgomberare una casa occupata (magari la tua) o un centro sociale? Sei fascista! Vuoi più Polizia nelle strade che faccia rispettare le regole e permetta a tua mamma, tua moglie, tuo figlio o figlia di uscire tranquillamente? Sei fascista!
Sei contro l’immigrazione clandestina? Sei fascista…e razzista! Metti il tricolore sul balcone? Beh, sei fascista!
Allora cosa capita? Capita che un democratico, un liberal-popolare, un conservatore, finiscono tutti nello stesso sacco con Pinochet, Ordine Nuovo, la Loggia P2, Casapound ed i Nar; e quel sacco a quel punto non significa più niente.
Il fascista non è quello che propone una legge di centrodestra: il fascista è quello che quando tu protesti contro quella legge vorrebbe impedirti di protestare. Ed in Italia, oggi, è assolutamente possibile protestare, spesso anche non democraticamente, purtroppo.
Una legge dura non è fascista perché è dura, è fascista quando chi governa decide che non puoi criticarla: pensate in quanti e quali Stati nel mondo è vietato protestare.
Ora ognuno si ponga queste domande.
In Italia puoi manifestare contro una legge? Puoi fondare un partito contrario? Puoi pubblicare un giornale o una testata web che la massacra? Puoi presentarti alle elezioni per abolirla? E soprattutto, puoi mandare democraticamente a casa quelli che l’hanno approvata?
Se la risposta è sì – come lo è – siamo ancora dentro la contrapposizione politica democratica, anche quando quella parte politica non va bene perché si appartiene ad un’altra parte.
Invece oggi nelle discussioni, nelle università, nelle manifestazioni di piazza, ma anche sui social, l’appellativo fascista è diventato il pulsante rosso che si preme quando si hanno finito gli argomenti…
Ed urlare fascista a una persona rifiutando un confronto è la cosa più fascista che si possa fare!