Cronaca

Carlo Cracco torna a Cremona: “Cucina, solidarietà e un po’ di gas per il futuro”

Lo chef stellato è stato premiato al teatro Filo durante l'evento "Gli Straordinari 2026"

Carlo Cracco al teatro Filo di Cremona
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“Da piccolo volevo fare il prete, poi mio padre mi ha convinto ad aspettare qualche anno. Ed ora, eccoci qui“.
Si racconta tra battute di spirito e qualche riflessione — sulla professione di cui è diventato maestro, certamente, ma non solo — Carlo Cracco, ospite a Cremona nella serata di lunedì per l’evento “Gli Straordinari 2026” organizzato da CasaPoint.

Tra i migliori e più noti chef stellati della cucina nostrana, personaggio pubblico e già giudice di diversi programmi televisivi, Cracco è stato premiato davanti a un teatro Filo gremito per l’occasione. Aneddoti e racconti tra cucina e inclusione: passato, presente e soprattutto futuro.

“Straordinari sono i progetti che fanno queste fondazioni, queste associazioni che aiutano i ragazzi: quelle sono cose straordinarie – spiega Cracco –. Noi dobbiamo solamente cercare di supportare il più possibile, in modo che si continui sempre a farne e a farne di più”.

Per Cracco sono tre gli ingredienti principi nella vita, personale e lavorativa, per trasformare un sogno in realtà.

“Sale, olio e un po’ di gas – afferma sicuro lo chef –. E come si dà questo gas? Il gas è una roba strana, perché ce l’hai dentro, è come il fuoco sacro: se ce l’hai lo tiri fuori e vai a mille; altrimenti vai un po’ più piano, il che non vuol dire che non arrivi. Bisogna sempre cercare di ascoltarsi e di fare quello di cui si è capaci”.

 

Il ricavato della serata sarà devoluto alla Fondazione “Giorgio Conti”, che aiuta famiglie con figli gravemente malati. Lo stesso Cracco è presidente e fondatore di un’altra no-profit, “Maestro Martino”, nata per aiutare i giovani a inserirsi nella professione culinaria. Due associazioni, due modi diversi (e allo stesso tempo simili) di guardare al domani.

“Alla fine si assomigliano molto – conferma Cracco –, perché lavoriamo con i giovani che cercano di approcciarsi al mondo del lavoro, dandogli qualche strumento in più per essere più competitivi e al passo con le richieste della professionalità in cucina”.

Per lo chef si tratta di un ritorno all’ombra del Torrazzo. La sua ultima tappa in città risale infatti a novembre 2024, quando fu premiato durante la Festa del Torrone. E a proposito di Cremona, quando gli si domanda quale sia il suo piatto preferito, Cracco non ha dubbi.

“Ne dico solo uno – spiega sorridendo –; anzi due, uno caldo e uno freddo: salame e cotechino. Come si fanno qui, difficilmente si trovano in giro. Un giro alla ‘Festa del Salame’? Sì, perché no (ride, ndr)”.

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