Pugni in faccia al fidanzato dell’amica dopo la richiesta di chiarimento: 43enne a processo
Un incontro nato per chiarire una situazione personale si è trasformato in una brutale aggressione in strada. Davanti al giudice del Tribunale di Cremona si è aperto il processo a carico di un uomo di 43 anni
Un incontro nato per chiarire una situazione personale si sarebbe trasformato in pochi istanti in un’aggressione violenta: in aula, davanti al giudice del tribunale di Cremona, è finito un uomo di 43 anni, difeso dall’avvocato Fabrizio Vappina, imputato per minaccia e lesioni personali, dopo aver preso a pugni il fidanzato di una sua amica.
La vittima, un ragazzo di 33 anni, a seguito dell’aggressione, aveva riportato la frattura del pavimento orbitale, della parete mediale e del naso, oltre a diverse ferite. Aveva dovuto subire intervento chirurgico, con l’inserimento di placche in titanio, e un percorso di guarigione durato mesi.
I fatti, come ricostruito in aula dalla vittima e dalla sua fidanzata, saliti al banco dei testimoni, si sono verificati il 9 aprile 2022.
Il 33enne, che si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Ernesto Calistro del foro di Parma, ha raccontato di conoscere l’imputato dal 2016, quando aveva iniziato a frequentare la sua palestra. La sera del 9 aprile, la compagna era rientrata a casa in lacrime e gli aveva raccontato di aver baciato l’imputato, che conosceva e frequentava a sua volta, in un momento di debolezza.
Dopo la rabbia iniziale, i due avrebbero chiarito e deciso di affrontare direttamente la questione con l’uomo. La compagna gli aveva quindi scritto un messaggio, chiedendogli di incontrarsi in piazza. Secondo il racconto della persona offesa, l’imputato sarebbe arrivato a bordo di un’Audi, fermandosi al centro della rotonda.
Una volta sceso, avrebbe sferrato un pugno all’altezza delle sopracciglia dell’uomo, facendolo cadere a terra, e poi continuando a picchiarlo. La compagna avrebbe cercato di dividerli, venendo a sua volta sbalzata a terra. A fermarli sarebbero poi stati alcuni passanti. Il racconto è stato poi avallato dall’analisi delle immagini della videosorveglianza della zona, proiettate in aula.
I due si sarebbero poi allontanati, andando a cercare aiuto, finché non erano stati soccorsi dal personale del 118 e dai Carabinieri. Il giovane era quindi stato portato in ospedale.
La vicenda, secondo il racconto dei due fidanzati, non si sarebbe però conclusa quella sera. Il giorno successivo la coppia avrebbe incrociato nuovamente l’auto dell’imputato. Poco dopo, sul telefono della compagna sarebbe arrivata una chiamata dell’uomo. La persona offesa ha riferito in aula che avrebbe pronunciato una frase dal contenuto minaccioso: “Ieri sera le ha prese e non sarà l’ultima volta che le prenderà da me”.
La compagna ha inoltre approfondito i rapporti che intercorrevano tra lei e l’imputato. All’epoca frequentava la sua palestra e ha riferito che, quella sera, aveva raccontato al convivente i messaggi scambiati con l’uomo e il bacio che c’era stato tra loro. I due avrebbero deciso di incontrarlo perché lei voleva che il compagno potesse ascoltare anche la sua versione dei fatti.
In aula è stato infine ascoltato il medico legale che nel giugno 2023 aveva visitato la persona offesa e che ha descritto le conseguenze subite dalla vittima, tra cui un’alterazione della sensibilità del ramo del nervo trigemino.
Il processo è stato quindi rinviato al 16 novembre, quando l’iter giudiziario proseguirà con le successive attività previste