Riforma fiscale attuata al 64,7%:
Confartigianato presenta il Tax Reform Index
La riforma fiscale avanza, ma non ancora a passo spedito su tutti i fronti.
È questo, in sintesi, il messaggio che emerge dal Tax Reform Index, il nuovo indicatore elaborato dalla Direzione Politiche Fiscali di Confartigianato Imprese e presentato il 29 aprile 2026 in un evento digitale realizzato in partnership con Il Sole 24 Ore.
L’indice, che misura il grado di attuazione della Legge delega n. 111 del 2023 — la grande riforma fiscale del Governo Meloni — restituisce un valore complessivo di 64,7%: una riforma più che dimezzata nella sua realizzazione pratica, con ambiti di eccellenza e settori ancora fermi al palo.
All’evento, trasmesso in diretta streaming sul portale de Il Sole 24 Ore, hanno partecipato il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo e il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone.
I lavori sono stati introdotti dal Ministro Giancarlo Giorgetti e dal Direttore del quotidiano Fabio Tamburini, con la moderazione del vicedirettore Jean Marie Del Bo. I contenuti tecnici sono stati illustrati da Andrea Trevisani e Enrico Quintavalle dell’Ufficio Studi di Confartigianato.
La Legge n. 111/2023 è, per dimensioni e ambizioni, una delle riforme più strutturate degli ultimi decenni. Si articola in 23 articoli che coprono l’intero spettro del sistema tributario italiano — dall’IRPEF all’IRES, dall’IVA alla riscossione, dal contenzioso alle sanzioni — e si fonda su oltre 320 principi e criteri direttivi destinati a guidare il legislatore delegato nella redazione dei decreti attuativi.
Il tempo, tuttavia, stringe. La legge delega fissa scadenze precise: i decreti delegati devono essere adottati entro 36 mesi dalla sua entrata in vigore, con scadenza al 29 agosto 2026. Entro il 31 dicembre 2026 dovranno essere approvati i Testi Unici Fiscali, mentre per i decreti correttivi vi sono ulteriori 24 mesi decorrenti da agosto 2026.
La lettura dettagliata dell’indice per articolo rivela un quadro fortemente disomogeneo. Gli ambiti che hanno registrato i risultati migliori, sia in termini di attuazione che di rilevanza per le piccole imprese, sono:
- i procedimenti accertativi, di adesione e di adempimento spontaneo (Art. 17): attuazione al 97,1%. Il Concordato Preventivo Biennale — strumento che consente agli imprenditori di concordare con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per due anni, ottenendo limitazioni agli accertamenti — è già operativo e ampiamente recepito;
- le sanzioni (Art. 20): attuazione al 94,2%. La revisione del sistema sanzionatorio, orientata alla proporzionalità e alla riduzione delle sanzioni per chi adotta sistemi efficaci di controllo del rischio fiscale, è tra le norme più attese e più avanzate;
- revisione generale degli adempimenti dei contribuenti (Art. 16): attuazione al 91,7%. Semplificazione degli adempimenti, servizi digitali potenziati, stop alle comunicazioni fiscali nei mesi di agosto e dicembre: misure concrete che le imprese artigiane già percepiscono nella loro operatività quotidiana;
- revisione del contenzioso tributario (Art. 19): 90,4% di attuazione. Il processo telematico tributario e la possibilità di richiedere udienze da remoto segnano un passo avanti significativo nell’accessibilità del sistema;
- revisione dello Statuto dei Diritti del Contribuente (Art. 4): 81,3%. Il contraddittorio preventivo generalizzato, l’obbligo rafforzato di motivazione degli atti e il potenziamento dell’autotutela rappresentano conquiste concrete nel rapporto tra fisco e contribuente.
Sul versante opposto, si registrano criticità rilevanti sugli ambiti più attesi dalle imprese:
- IVA (Art. 7): attuazione zero. La revisione del sistema IVA — semplificazione delle aliquote, razionalizzazione delle esenzioni, rimborsi più rapidi — è ancora integralmente da realizzare;
- IRAP (Art. 8): attuazione zero. Il graduale superamento dell’imposta regionale sulle attività produttive, da sempre nel mirino delle associazioni di categoria, non ha ancora trovato piena traduzione normativa operativa per le piccole imprese;
- federalismo regionale e fiscalità locale (Artt. 13 e 14): entrambi a zero. La riforma della fiscalità territoriale rimane un cantiere aperto;
- IRPEF (Art. 5): attuazione al 59,5%. La revisione strutturale delle aliquote e il riordino del sistema delle detrazioni sono ancora a metà strada, nonostante siano tra le misure di maggiore impatto diretto per lavoratori autonomi e imprenditori individuali;
- IRES (Art. 6): 46,9%. L'”IRES pro-crescita” — la riduzione del carico fiscale per le imprese che reinvestono gli utili o creano occupazione stabile — è l’ambito con la più bassa attuazione tra quelli ad alta rilevanza, segnalando un ritardo che preoccupa particolarmente il sistema produttivo.
Il Tax Reform Index si inserisce in un contesto macroeconomico che Confartigianato analizza con rigore.
La pressione fiscale italiana nel 2026 si attesta al 43,1% del PIL — inclusi i contributi sociali — contro una media dell’Eurozona del 41,3%: uno spread fiscale di circa 3,7 punti percentuali che pesa sulla competitività delle imprese italiane. Sul fronte delle entrate, l’Italia supera la media europea sia nelle imposte dirette sia in quelle indirette, con la sola eccezione dell’IVA.
Per le imprese artigiane e le piccole realtà produttive del territorio cremonese — che Confartigianato Cremona rappresenta e affianca quotidianamente attraverso i propri servizi di consulenza fiscale, tributaria e del lavoro — il Tax Reform Index non è un esercizio accademico.
È uno strumento di orientamento concreto: permette di capire quali tutele sono già operative, su quali fronti è opportuno attivarsi in anticipo e dove invece è ancora necessario attendere l’evoluzione normativa.
Il messaggio che emerge è duplice.
Da un lato, la riforma ha già prodotto risultati tangibili, soprattutto nell’area della compliance, della semplificazione degli adempimenti e del sistema sanzionatorio.
Dall’altro, le norme più attese dalle imprese — la revisione dell’IRPEF, dell’IRES, dell’IVA e il superamento dell’IRAP — sono ancora largamente incompiute, e i mesi che separano dalla scadenza della delega (agosto 2026) impongono un’accelerazione significativa al legislatore.
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Per informazioni e approfondimenti, gli associati possono rivolgersi agli uffici di Confartigianato Cremona.
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