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I violini di Cremona patrimonio dell'umanità Riconoscimento dall'Unesco

violino

La liuteria di Cremona è stata riconosciuta dall’Unesco. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio. L’antica arte di costruzione di strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli, contrabbassi) è ufficialmente patrimonio dell’umanità. Il Comitato intergovernativo dell’Unesco, riunito a Parigi, ha esaminato in maniera definitiva e positiva la candidatura della tradizione liutaria cremonese come bene immateriale. La pratica era stata avviata dall’amministrazione Corada e proseguita dalla Giunta Perri. Felicissima del prestigioso riconoscimento è l’assessore alla Cultura del Comune Irene Nicoletta De Bona: “Finalmente è arrivato questo annuncio che dà al violino di Cremona un prestigio mondiale. La valorizzazione dei violini e della liuteria cremonese è la strada giusta per esaltare Cremona nel mondo. Il riconoscimento ha un valore importantissimo perché si rifà ai grandi liutai che hanno tracciato il percorso nei secoli. Il valore è poi proseguito con le numerose botteghe contemporanee, con i cimili stradivariani, con la musica ed ora con il Museo del Violino, unico al mondo. Questo è il nostro marchio che ci rende unici”.

La pagina sul sito Unesco

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Commenti
  • Deo Fogliazza

    Leggo da varie parti che il riconoscimento Unesco verso la liuteria cremonese come bene dell’umanità proviene da una “pratica istruita dall’Amministrazione Corada”.
    Si potrebbe forse dire meglio che quel progetto nacque da un’idea di Gian Carlo Corada.
    L’ho vissuta quella vicenda e la ricordo bene.
    Ricordo quando Corada me ne parlò in separata sede, ricordo quando da idea grezza la raffinò e le diede forti argomentazioni a sostegno e respiro culturale.
    Ricordo anche le spallucce ed i sorrisetti di sufficienza dei soliti noti, a destra come a sinistra. Ricordo, ad esempio, battute del tipo “le priorità sono ben altre…..”.
    Dunque, forse si può dire meglio.
    Non fu esattamente “una pratica iniziata dall’amministrazione Corada”.
    Fu un’idea del Sindaco Corada che, grazie al Sindaco Corada che la gestì direttamente, venne instradata sui giusti binari e seppe trovare le giuste ed indispensabili alleanze romane ed internazionali.
    Tanto da diventare progetto che oggi – nonostante l’originaria superficialità di tanti – ha giustamente raggiunto il traguardo finale.
    Ciò detto, ora è bene che tutti applaudano al risultato ottenuto.
    Ma senza dimenticare il passato ed anche senza confonderlo.

    Deo Fogliazza

  • irene debona

    Egr. Sig. Fogliazza mi pare che il comunicato stampa sul sito del Comune di Cremona sia molto chiaro nella ricostruzione del percorso che ha portato all’ottenimento del prestigioso riconoscimento al “saper fare liutario”.
    L’Amministrazione Perri, evidentemente condividendo le intenzioni della precedente Amministrazione, ha ripresentato la domanda nel 2011 e tale pratica ha trovato accoglimento per la gioia di tutti: passati, presenti e futuri
    Cordiali saluti
    Irene N. De Bona
    Assessore Cultura
    Comune Cremona

    • Deo Fogliazza

      Gentile Assessora,
      il Suo testo mi ha indotto a leggere il comunicato stampa da Lei citato.
      Nulla da eccepire dal punto di vista dello sviluppo burocratico della “pratica”.
      Io, comunque, mantengo la mia opinione.
      A monte della “pratica” c’é un’idea, un sogno, che hanno un nome ed un cognome: Gian Carlo Corada.
      Non “l’amministrazione Corada”.
      La differenza tra questi due livelli c’é, ed è rilevante.
      O la si coglie o non so che farci.
      Se Le fa piacere posso tranquillamente dirLe che la mia “mite” polemica non era rivolta al testo del comunicato (che nemmeno avevo visto),
      né a Lei direttamente, tantomeno al Sindaco Perri (che a quel tempo era in tutt’altre faccende affacendato).
      Mi limitavo a riprendere, garbatamente, coloro che, sia a destra che a sinistra, oggi, come troppo spesso accade in Italia, con interventi ed
      interviste, saltano sul carro della “vittoria” mentre ieri facevano spallucce e sorrisetti di compatimento nei confronti di chi quell’idea aveva avuto.
      Corada, in quel periodo, non curandosi del “benaltrismo” di alcuni, seppe credere in quel sogno e seppe dargli corpo ed anima.
      Ed è questo il merito che, ritengo, gli vada riconosciuto.
      Poi prese vita la “pratica” che – meno male e certamente anche grazie all’attuale Amministrazione – ha seguito il proprio corso, arrivando
      fortunatamente al felice epilogo di oggi.
      Tutto qui. E mi scusi se è poco.
      Con vive cordialità
      Deo Fogliazza

    • Primo Pistoni – Maestro Liutaio

      Aprendo l’agenda dei ricordi, non sarebbe male ricordare che in questi giorni, quarant’anni fa, veniva dato alle stampe il libro “I “Segreti” di Stradivari”, con quel segreti virgolettato, che tanti mise in fibrillazione all’epoca, abituati com’erano a nascondersi dietro “il segreto” per mascherare la loro ignoranza.
      Edito dalla Libreria il Convegno è stato l’ultimo e unico libro edito a Cremona,che, dopo la traduzione in inglese e tedesco abbia “globalizzato”,
      diffondendole in tutto il mondo le ricerche del
      M.° Simone Fernando Sacconi, l’unico che sia stato in grado di decifrare attraverso
      i Cimeli Stradivariani del Museo di Cremona e alle centinaia di strumenti restaurati di Antonio Stradivari e di tutti gli altri liutai cremonesi del XVI°,XVII° e XVIII° sec., la metodologia costruttiva inventata dai liutai cremonesi a partire dal suo capostipite Andrea Amati.

      Penso che un po di merito l’abbia avuto anche lui nel conseguimento per il prestigioso riconoscimento Unesco e vedendo le fotografie e le installazioni animate di superba qualità nel Museo del Violino, penso che sì, gli sia stato reso il giusto omaggio.

  • Primo Pistoni – Maestro Liutaio

    Caro Direttore, grazie per avere messo una foto “degna” del riconoscimento
    dell’unesco al saper fare liutaio cremonese.
    Sai, non tutti i giornali ci arrivano….

  • Paolo

    Non solo i violini ma il centro di Cremona dovrebbe esserlo. Quali altre città possono vantare una simile piazza del Duomo? Si lavori anche per il riconoscimento del valore artistico del cuore di Cremona.