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Tamoil, Bordi: 'Falda quasi pulita' Manfredini: 'Ma bonifica non si farà'

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A sette anni dai primi interventi relativi all’inquinamento della Tamoil in aree esterne ed interne, le acque di falda risultano ora quasi completamente ripulite. Lo ha detto, dati e fotografie alla mano, l’assessore all’ambiente Francesco Bordi, nel corso dell’Osservatorio Tamoil (l’ultimo per la Giunta Perri), svoltosi mercoledì nel tardo pomeriggio. Come hanno confermato anche i tecnici di Arpa Lombardia, l’ultimo controllo, svolto una settimana fa, ha dato un responso decisamente positivo: la contaminazione, sia relativamente alla presenza di benzene che di prodotto surnatante, risulta quasi del tutto scomparsa. “Un risultato quasi inaspettato – ha evidenziato Bordi – che però ci permette di affermare che ora non c’è più un fenomeno di contaminazione primaria”.
Le attività di bonifica svoltasi in questi anni sembrano quindi aver dato i propri frutti. “Questo ci permette di dire che il percorso intrapreso ha dato risultati positivi” hanno sottolineato i tecnici Arpa.
“Si tratta di risultati importanti, ottenuti anche grazie a controlli costanti – ha dichiarato l’assessore provinciale Gianluca Pinotti -. Controlli che proseguono anche in merito alle procedure di dismissione (verranno dismessi 52 serbatoi mentre ne resteranno 55 come deposito, oltre a 14 per la raccolta di acque) affinchè tutto si svolga al meglio”.
Che si debba mantenere alta la guardia e che il lavoro non sia ancora finito né è convinta anche Alessia Manfredini, consigliere comunale Pd, che ha chiesto chiarimenti sui costi e sui tempi di conclusione della bonifica: “Sulle aree esterne fatto grande passo in avanti alla Bissolati, ma in altre zone, come il Flora, che situazione c’è?”. La questione è complessa: la situazione del Flora è un caso a sè in quanto vi è una vera e propria discarica, con inquinamento che sembra, secondo Bordi, non essere attribuibile alla Tamoil. Certo è che i problemi sono ben lontani dall’essere risolti: “E’ vero, la falda è quasi ripulita, ma il resto?” si chiede la Manfredini. “All’interno della raffineria, finché l’azienda non verrà chiusa completamente, sarà impossibile effettuare una vera bonifica. Il nostro scopo è portare avanti una messa in sicurezza operativa, per evitare che l’inquinamento esca dal perimetro – ha spiegato Bordi -. Per quanto riguarda le aree esterne stiamo invece facendo un ripristino ambientale, i cui tempi però non sono ancora certi”. Dunque la bonifica a quanto pare non si farà mai, come rileva Manfredini: “E’ preoccupante questa assenza di certezze un po’ su tutto, comprese le tempistiche. Questo dimostra che i problemi sono ben lontani dall’essere risolti. Inoltre per la prima volta abbiamo avuto un’idea delle dimensioni del problema: su mia insistente domanda finalmente Tamoil ha dato delle cifre: finora ha speso una decina di milioni di euro. E altri 800mila li ha spesi Arpa. Intanto tra qualche mese la sentenza del processo, dove ricordo inspiegabilmente il Comune non si è costituito come parte civile e che vede un suo assessore (Bordi) chiamato a testimoniare”.

Laura Bosio

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Commenti
  • SOCRATE

    con l’acqua della falda cosi pulita, IO PENSO CHE POTREBBERO UTILIZZARLA PER RIEMPIRE LE PISCINE DELLE VARIE CANOTTIERI. si risparmierebbero molti soldi evitando di prelevare l’acqua dall”acquedotto .