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Ecco l’Anima della Musica, statua in acciaio di quattro metri del grande artista catalano Plensa sarà nel cortile di Palazzo dell’Arte

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L’Anima della Musica. Questo è il titolo che l’artista Jaume Plensa ha dato alla scultura che sarà collocata nella corte di Palazzo dell’Arte, appena al di là del grande colonnato, una volta che sarà pronto il Museo del Violino. Il bozzetto dell’opera è stato presentato nella tarda mattinata a Palazzo Comunale, presenti, oltre all’autore, il sindaco Oreste Perri, Giovanni Arvedi, presidente della Fondazione Arvedi Buschini, e l’architetto Giorgio Palù, uno dei progettisti della riqualificazione di Palazzo dell’Arte e della nuova sistemazione dell’antistante piazza Marconi. L’opera, commissionata dalla Fondazione Arvedi Buschini, rappresenta una figura umana, senza volto, assorta nei suoi pensieri, che seduta si cinge le gambe: un raccoglimento intimo che mette in diretto contatto con la musica. La scultura è sagomata attraverso l’intrecciarsi delle note del pentagramma che assumono sembianze umane. Come ha spiegato l’artista Jaume Plensa, questa scultura simboleggia la porta che conduce nel mondo della musica: non si tratta di un luogo specifico, ma universale, quasi onirico, dove tutto è musica. L’opera, infatti, è stata pensata in modo che chiunque vi possa entrare nel verso senso della parola, sostare, volgere lo sguardo tutto attorno, e sentirsi avvolto da un’atmosfera dalla forte carica emotiva e spirituale. Volutamente la statua non ha volto in quanto ognuno vi si possa identificare, perché le emozioni che la musica trasmette variano in ogni persona che si mette in ascolto. “L’anima della musica” non rappresenta dunque Stradivari o Amati, ma quelle composizioni musicali che, anche attraverso gli strumenti dei grandi maestri liutai, sono state poi create. La statua, che una volta realizzata avrà un’altezza di circa quattro metri, sarà realizzata dallo scultore Jaume Plensa in acciaio inox dipinto di bianco e sarà pronta entro la fine dell’anno. Rimarrà quindi a Barcellona, dove l’artista ha il suo studio, sino a quando il Museo del Violino non sarà pronto per l’inaugurazione. Altro particolare interessante è che l’opera, trasparente, sarà illuminata di sera da luci bianche, posizionate al suo interno, mentre spetterà alla luce naturale valorizzarne l’ordito durante il giorno.

Il sindaco Oreste Perri ha espresso l’emozione di veder realizzato un sogno: la trasformazione di un’area, troppo a lungo rimasta come una ferita aperta nel centro cittadino, in un contesto dall’aspetto europeo ed internazionale. Ha ringraziato quindi l’imprenditore Giovanni Arvedi per la sua capacità, dimostrata anche in questa circostanza, di sapere individuare e riconoscere personalità che possono dare, e stanno già dando, un valore aggiunto a Cremona. Il sindaco, ricordando l’impegno dei progettisti impegnati nella realizzazione del Museo del Violino e nella riqualificazione di piazza Marconi che sarà inaugurata sabato prossimo, si è detto fortemente colpito dalla scultura di Jaume Plensa, testimonianza della passione e dello studio alle spalle di quest’opera. Riconoscendo l’importanza del grande dono che viene fatto alla città, il sindaco Perri ha detto che anche grazie alla scultura di Jaume Plensa,  le cui opere si trovano nelle più grandi città d’Europa e del mondo, Cremona avrà un motivo in più per andare fiera del suo patrimonio artistico.L’imprenditore Giovanni Arvedi, infine, si è detto entusiasta della scultura alla quale Jaume Plensa ha dato forma perché, pur non scostandosi dalla sua impronta stilistica, è riuscito ad infonderle un carattere speciale, unico, che la distingue dalle altre opere del maestro catalano che ha avuto modo di ammirare in giro per il mondo. Una scelta, ha rimarcato il presidente della Fondazione Arvedi Buschini, che ben si sposa con il carattere intrinseco nella natura di Cremona quale città della musica. La presenza de “L’Anima della musica” di Jaume Plensa nel cortile principale del futuro Museo del Violino, ha concluso Giovanni Arvedi, rappresenta un passo importante nel processo volto a rendere sempre meno provinciale e sempre più internazionale l’immagine artistica e culturale di Cremona da diffondere non solo in Italia ma anche all’estero.
Jaume Plensa nasce a Barcellona nel 1955. Studia arte a Barcellona alla scuola “Llotja” e alla “Escola Superior de Belles Artes de Saint Jordi”. A partire dal 1980, data della sua prima esposizione a Barcellona, si fa notare con importanti mostre nelle principali città europee. Da giovanissimo si trasferisce in Germania, poi va a vivere a Bruxelles e in seguito a Parigi, dove insegna all’Ecole Nationale de Beaux Arts. Attualmente vive tra Parigi e Barcellona, città dove sviluppa i suoi progetti con l’aiuto di un gruppo di collaboratori in un grande capannone industriale. E’ stato anche professore in molte università ed istituzioni di arte. Collabora come professore su richiesta presso la School of the Art Institute di Chicago. Dal 1992 ha ottenuto diversi premi sia nazionali che internazionali fra cui l’investitura a Chevelier des Art set des Lettres da parte del Ministero Francese della Cultura (1993), il Premio Nazionale per le Arti Plastiche, Premi di cultura nazionale da parte del Governo della Catalonia 1997 (Barcellona) e, più recentemente, un dottorato onorario da parte della scuola dell’Istituto d’Arte di Chicago (Chicago, USA, 2005). La sua opera come scultore ha attraversato diverse fasi, sviluppate in gran parte con materiale di recupero, ferro, bronzo, rame ….. Nel 1986 ha iniziato una serie di sculture in ghisa, incorporando luce e testi scritti in rilievo. Recentemente usa materiali sintetici per le sue fusioni: resina, vetro, alabastro, plastica, luce, cemento, video e suoni. Ha inoltre una grande produzione di opere su carte e incisioni. Oltre alle sue opere scultoree collabora spesso nella progettazione per palcoscenici e costumi per produzioni di opere liriche e teatrali. Una parte significativa della produzione di Plensa si colloca nel contesto delle sculture pubbliche, dove ha opere permanenti in Spagna, Francia, Giappone, Regno Unito, Korea, Germania, Canada, USA, ecc. The Crown Fountain , presso il Millennium Park di Chicago, è uno dei suoi progetti più recenti e indubbiamente uno dei più brillanti. Nel 2005 ha finito Breathing, che è installato nel nuovo palazzo della BBC a Londra, nel 2007 Conversation à Nice, in Piazza Massena a Nizza (Francia), El Alma del Ebro per l’Expo Zaragoza 2008, a Saragozza (Spagna) e nel 2009 Dream per St. Helens, Liverpool (Regno Unito) e World Voices a Dubai (UAE).  Quest’anno ha svelato la Ogijima’s Soul a Ogijima (Giappone) e Awilda in Salzburg (Austria).  Attualmente lavora su diversi nuovi progetti come il Wishing Weli per The Bow-Calgary, Canada e Tolerance per la città di Huston (USA). Le sue opere sono state esibite in numerose gallerie e musei in Europa, Stati Uniti e GiapponePer quanto riguarda le mostre di Plensa nel prossimo futuro, di particolare importanza sono quelle in corso di preparazione per The Yorkshire Sculpture Park (Regno Unito), The Madison Square Park, New York (USA) nel 2011 e anche quello della EMMA – Espoo Museum Art, Espoon Kaupunk, Finlandia nel 2012. Plensa espone regolarmente le sue opere alla Galerie Lelong di Parigi e di New York e alla Richard Gray Gallery di Chicago e New York.


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Commenti
  • Guido

    Un’altra bella occasione persa per rendere Cremona e i Cremonesi protagonisti e realmente coinvolti nella vita e nello sviluppo della nostra città. Come sarebbe stato bello fare un concorso di idee e premiare un artista cremonese, magari un giovane.

    • Sono d’accordo con Marco che in città di Musica viva non se ne senta da tanto tempo e che non si fa nulla per incentivarla, invece sul chiamare un artista di fama internazionale sono d’accordo perchè il “bello” è un arricchimento per tutti ed un investimento per il futuro

  • Guido

    A Cremona per la musica si è sempre fatto molto, soprattutto per i giovani. Ora, il governo cittadino attuale sembra più interessato alla facciata e all’immagine. Risultato: non si fa più nulla. L’artista internazionale a Cremona, calato dall’alto e non contestualizza, senza sfruttarne le potenzialità appunto per arricchire il territorio e la sua popolazione è uno spreco inutile ed imbarazzante per una testa pensante minimamente autonoma.

  • Vincenzo Montuori

    Non è forse un po’ esagerata una statua di 4 metri in una piazza tutto sommato non molto grande come piazza Marconi? Forse che si vuole compensare in tal modo la piccolezza di quella di Stradivari che si perde di vista nell’omonima piazza? E’ proprio necessario ingaggiare un architetto internazionale per una cosa del genere, quando poi le realizzazioni dei nostri architetti le releghiamo nell’estrema periferia (cfr. il monumento incompiuto al violino dell’arch. Carboni,monumento che ha un suo fascino, ma si “perde” nell’immensa rotonda di v. Mantova)? Ma già, dimenticavo, il monumento (e la parcella dell’architetto spagnolo) vengono pagati dal cav. Arvedi…