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Furto di rame, ditta “spolpata”In arresto cinque romeni

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Un capannone in via di dismissione è stato letteralmente preso d’assalto: obiettivo dei predoni, svuotarlo di tutti quei materiali grazie a quali è possibile ricavare denaro con traffici illeciti, come rame e acciaio. L’ex Tintotex di Casalbuttano era già stata colpita in passato, ma negli ultimi 15 giorni (ovvero dopo il più recente sopralluogo dei proprietari) i ladri si sono letteralmente scatenati. Un’azione, la loro, che dev’essere durata ore ed ore. E che ha provocato un danno da decine di migliaia di euro (ancora non è stato quantificato l’ammontare degli ammanchi). L’attenzione dei carabinieri di Casalbuttano, alle 14,30 di ieri, è stata attirata da un uomo in bicicletta proveniente da una strada sterrata che porta proprio alla ditta. E’ stato fermato: è residente in provincia di Brescia e non ha saputo giustificare la sua presenza in quel luogo. Immediato il trasporto in caserma, dove, messo alle strette, ha parlato di furto di rame e della presenza di altri quattro uomini, tutti romeni e suoi connazionali, nel capannone. Subito è scattato il blitz dell’Arma, che ha impegnato anche il Radiomobile. I romeni sono stati fermati in flagranza di reato mentre stavano cercando di portare via rame e altri materiali. Due erano al primo piano (da dove veniva calata parte della refurtiva) e uno di loro era intento a smontare un calorifero.

Sono finiti in arresto (e condannati a due anni e mezzo di carcere per direttissima proprio oggi, lunedì) un 40enne di Casalmorano (S.F.) e quattro uomini della provincia di Brescia. Si tratta di B.A., classe 1990, del 49enne B.B., del 24enne B.B. e di M.D., 30 anni. Non è escluso che ci sia una vera e propria banda dedita a queste attività, con esponenti residente a Brescia e basisti nel Cremonese. Con gli uomini fermati a Casalbuttano (dai diversi precedenti) sono stati rinvenuti numerosi oggetti da scasso (nella foto), come spiegato in conferenza stampa dal comandante della compagnia di Cremona, il capitano Rocco Truda. Non è certo che ad agire anche nei giorni scorsi sia stato questo stesso gruppo di uomini, gli accertamenti stanno proseguendo. Tracce fresche di un camion sono però state trovate fuori dalla struttura, nei pressi dell’entrata, dove una scala è stata appoggiata alla rete divelta. Proprio qui vicino era stato accatastato diverso materiale. All’interno della ditta, non lontano da carriole cariche di fili di rame, sono scomparsi anche sei motori, due dei quali molto ingombranti.

Nei primi sei mesi di quest’anno, secondo i dati dell’Arma, i furti di rame sono stati nove. Quindici, a seguito di questi crimini, gli arresti, compresi i cinque di quest’ultima attività dei carabinieri.

 

 

 

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